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Cooperative di Comunità

Cooperative di comunità

A Firenze seminari e workshop su questo tema

La cooperativa di comunità è un modello d'innovazione sociale dove i cittadini sono produttori e fruitori di beni e servizi, è un modello che crea sinergia e coesione in una comunità, mettendo a sistema le attività di singoli cittadini, imprese, associazioni e istituzioni rispondendo così ad esigenze plurime di mutualità.
La cooperativa di comunità, per essere considerata tale, deve avere come esplicito obiettivo, quello di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria. Questo obiettivo deve essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi che incidano in modo stabile e duraturo sulla qualità della vita sociale ed economica della comunità.
Le Cooperative di Comunità devono riconoscere la centralità del capitale umano, il che significa impostare modelli organizzativi e gestionali che favoriscano la partecipazione dei soci e dei membri della comunità. Sono esperienze che valorizzano la cittadinanza attiva, la sussidiarietà, la gestione dei beni comuni e la solidarietà.
Ogni cooperativa è unica e inimitabile nel suo genere, per dimensioni, obiettivi e attività, perché diverse e uniche sono le peculiarità della comunità, diversi i bisogni e le modalità di risposta che affondando le proprie radici nella storia e nei modi di essere di quella specifica comunità. La cooperativa può e deve essere intersettoriale, deve funzionare come una rete, perché così funziona una comunità, ricercando sempre un miglioramento della qualità della vita, attraverso un uso responsabile di tutte le risorse.
La Cooperativa di Comunità è un modello di aggregazione sociale in grado di costruire risposte condivise dai cittadini ai bisogni collettivi, in quanto strumento di coesione della comunità stessa, in cui ogni socio e cittadino mette a disposizione la propria creatività, le proprie capacità, il proprio saper fare, per rispondere, in termini di servizi, ai fabbisogni emergenti in relazione al welfare, allo sviluppo sostenibile, al miglioramento della qualità della vita e del contesto ambientale e sociale locale.
Il bisogno di risposte a nuovi bisogni e il desiderio di riappropriarsi di spazi e beni comuni si avvertono anche nelle grandi città, dove:
- I quartieri hanno una propria identità.
- Si moltiplicano i servizi condivisi.
- Si sente più forte l'esigenza di tutelare e rivitalizzare i beni comuni.
- La comunità assume forme variegate (dal condominio alle università, dagli spettatori di cinema o teatri alle social street, passando per scuole e imprese).
Questa diffusa esigenza di partecipazione si esprime in particolare nelle periferie, dove ci sono meno servizi e opportunità rispetto ai centri storici, ci sono minori infrastrutture, il disagio sociale è maggiore e la disoccupazione più diffusa, ma dove spesso si trova maggior dinamismo, in uno spirito di condivisione più forte.

CAMPI DI APPLICAZIONE
Turismo. I nuovi modi d'intendere il turismo aprono possibilità a luoghi e territori che fino ad ora non si erano percepiti come destinazioni turistiche,che non potevano definirsi luoghi di villeggiatura in senso stretto. La competizione si apre così a nuove destinazioni che hanno oggi, graziealla rete, un'opportunità di dialogo globale con i mercati in un contesto di offerta locale. Ed è l'offerta locale, fortemente identitaria, legata alla cultura, al cibo, al paesaggio, alla gente che ci vive, che rappresenta una forte attrazione per i nuovi turisti in cerca di autenticità e di un rapporto più diretto e profondo con le persone e il territorio.
Cultura. Le Cooperative di Comunità possono condividere un percorso in cui la cultura può giocare un ruolo rilevante per lo sviluppo del territorio coni cittadini, gli operatori, le istituzioni culturali, le amministrazioni locali. Più cultura, più qualità della vita, più promozione turistica connessa a cultura e identità, più lavoro. Indispensabile l'attenzione a coniugare, fin dalla fase progettuale, la dimensione sociale che da questo percorso può derivare, con la fattibilità economica e le necessarie compatibilitàdel percorso da intraprendere. E indispensabile, ancora, avere un solido ancoraggio comune ai valori della legalità, della sostenibilità, della condivisione e della cooperazione.
Agricoltura.  Comunità e produzione agroalimentaretrovano un legame che ben si presta ad essere valorizzato attraverso l'auto-organizzazione di cittadini. Questi ultimi individuerannofacilmente, tra le risorse sottoutilizzate del territorio in cui la comunità vive, un prodotto dell'agricoltura locale o una pratica di produzione,che può diventare motore di un'imprenditorialità diffusa.I cambiamenti nei consumi alimentari e una sempre maggiore attenzione delle persone alla propria alimentazione guidano la scelta versoprodotti di qualità, naturali, spesso biologici, e con una chiara identificazione territoriale. L'esperienza alimentare dei consumatori piùconsapevoli, inoltre, si arricchisce di elementi "cognitivi", culturali, valoriali ed etici connessi al prodotto che consuma.
Utenza. Il settore dove è maggiormente diffusa la cooperazione di utenza è quello dell'energia, dove buona parte della produzione di energia da fonti rinnovabili proviene da cooperative di utenti, in quanto le nuove tecnologie e un clima più favorevole al privato sociale hanno creato le condizioni per un trend positivo nel corso degli anni. Il "vantaggio" cooperativo: fornire e ricevere un servizio di qualità a costi contenuti. Quando la proprietà è privata, ma in mano agli investitori, il principale obiettivo è massimizzare il profitto e il peso dei soci nelle decisioni è commisurato alla percentuale del capitale detenuta; nelle cooperative di utenza invece l'unico modo per poter godere del valore prodotto dalla cooperativa è utilizzare i servizi offerti

 
 
Ultima Modifica: 09/11/2017

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