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Piazza Dante 36, 50013 Campi Bisenzio - Tel. 055 89591 Fax 055 891965 - comune.campi-bisenzio@postacert.toscana.it

 
 
 
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Storia del Teatro Dante

Il racconto di Italo Tempestini

Il Teatro Dante fu inaugurato il 4 maggio 1873. E' Italo Tempestini (Garibaldo) a descrivere l'operazione che portò alla realizzazione dell'opera. Tratto da Italo Tempestini Storia di Campi Bisenzio a cura di Fabrizio Nucci edito dal Comune di Campi Bisenzio.

"Fino dal 1868 in Campi non vi era più teatro poiché quello vecchio, una informe ed antica costruzione in legname che non meritava certamente tal nome, era stato demolito e trasformato in scuola comunale.
A Campi, ove il culto dell'arte drammatica è straordinariamente sentito, si sentiva possente la necessità di erigere un teatro per cui si spiegano i ripetuti tentativi fatti in varie epoche per tradurre in fatto il generale desiderio. Finalmente nel giugno 1871 si ebbe la certezza di potere effettuarsi il vagheggiato desiderio alla cui attuazione dette maggiore impulso il conte Giovanni Rucellai che consentì porsi alla testa di un comitato promotore per la costruzione di un teatro su di un'area di terreno che il municipio di Campi cedeva gratuitamente. A comprovare con quale e quanto aggradimento fosse accolta la lieta novella, basti ricordare che le 43 azioni occorrenti per costituire la società , furono sottoscritte in soli sette giorni, cioè dal 10 al 17 giugno 1871. Il 25 di detto mese gli azionisti, riunitisi in assemblea generale, approvarono lo statuto sociale nominando in pari tempo un consiglio di amministrazione a presiedere il quale per unanime consenso di tutti venne eletto il conte Rucellai.
Il 2 luglio, mediante pubblico istrumento rogato dal notaio Borchi, gli azionisti addivennero alla legale costituzione della società che s'intitolò "Accademia dei Perseveranti per il teatro Dante Alighieri di Campi Bisenzio".
Nel maggio 1872 incominciarono i lavori e il novello teatro mercè la valentia dell'architetto campigiano Mariano Falcini potè essere ultimato nel maggio dell'anno successivo. Il 4 di detto mese ed anno il teatro Dante Alighieri fu inaugurato dal primo spettacolo dato che fu
l'Elixir d'amore di Donizzetti. L'esimio erudito conte Luigi Passerini, professore di araldica, compose lo stemma dell'accademia il quale rappresentava una nave che oltrepassava le favoleggiate colonne d'Ercole, colla leggenda Volere è potere . L'illustre filologo e letterato prof. Pietro Fanfani dettava le seguenti iscrizioni che vennero scolpite in marmo e collocate nel foyer del teatro:

"Perché l'illustre architetto Prof. Cav. Mariano Falcini, Per maggiore decoro di questa sua terra nativa, Con sollecitudine costante efficace di amoroso figliuolo, Pose tutto l'animo ed il nobile ingegno, Ad inalzare nell'anno MDCCCLXXII, Questo novello tempio dell'arte drammatica
 
L'accademia dei Perseveranti

A ricordanza perpetua del fatto, A segno di perenne grato animo
P. Q. M."


"Iniziatori pochi cittadini, I cui nomi si registrano qui sotto, Auspice il conte Giovanni Rucellai, Ebbe forma e legge l'Accademia dei Perseveranti, Prima in Campi Bisenzio
E per essa surse il teatro aristicamente gentile
Che s'intitola dal massimo poeta d'Italia - Dante
Solennemente inaugurato
Il IV Maggio del MDCCCLXXII

Alessi Felice - Alessi Luigi - Alli - Maccarini March. Avv. Claudio - Bacci Casimiro - Bacci Saul - Ballerini Antonio - Ballerini Olimpo - Ballerini Emilio- Ballerini Luigi - Benini dott. Ugo - Berti Serafino - Bogani Agostino - Bogani Antonio - Buti Serafino - Cambi Giovanni - Cantini Eliseo - Cantini Fortunato - Colzi Francesco - Falconi Ettore - Lotti Pietro - Martinuzzi dott. Pietro - Massi cap. Ferdinando - Mazzanti Giovanni - Mazzanti Paolo - Mazzoni Vincenzo - Municipio di Campi Bisenzio - Panerai Carlo - Panerai Luigi - Panerai Omero - Panerai Pietro Paolo - Paoli Carlo di Francesco - Paolo Carlo di Stefano - Paolo Giuseppe - Paoletti Giov. Batta - Pecchioli Pietro - Pelagatti Gaetano - Rindi Pilade - Rucellai conte Giovanni - Scarlini Alessandro - Sernissi Raffaello - Sestini dott. Sestino - Tempestini Antonio - Tesi Gernando.

 

Dal 1873 ai giorni nostri

Mariano Falcini architetto del luogo venne incaricato della progettazione.
Il 4 maggio 1873 il teatro, dedicato a Dante Alighieri, viene inaugurato. L'edificio, di ragguardevoli dimensioni per un centro relativamente piccolo, era stato possibile grazie allo sforzo congiunto dell'Amministrazione comunale e dell'Accademia dei Perseveranti.
L'edificio progettato da Mariano Falcini si affacciava su piazza Dante con una elegante facciata neoclassica, risaltata nella parte centrale da un timpano avanzato alle ali laterali. Al piano terra ospitava l'atrio d'ingresso e il foyer e al piano superiore le sale dell'Accademia. La sala era a ferro di cavallo, con tre ordini di palchi, ridotti negli anni trenta a due più un loggione; il tutto era completato da sei barcacce ricavate nell'ampio boccascena, che copriva l'area destinata all'orchestra, e l'avanzamento del proscenio verso la sala. il teatro disponeva di ampio palcoscenico che aveva nel sottopalco i camerini e lateralmente presentava un ambiente molto ampio collegato con un'apertura al palcoscenico, utilizzato probabilmente come laboratorio teatrale per le scene e, quando lo si riteneva necessario come spazio per aumentare in profondità il palcoscenico.
Nel 1886 una perizia fatta dall'architetto Vincenzo Micheli, dimostra che i sostegni dei cavalletti del tetto erano difettosi e quindi bisognosi di un intervento di restauro. Tuttavia il primo radicale intervento di consolidamento fu eseguito soltanto tra il 1909 e il 1910 dall'ingegnere Guido Papini, che predispose un sistema di tiranti e catene in ferro per contrapporsi alla spinta che stava deformando le travature.
Nel 1900 fu aggiunta una piccola porzione di edificio dove trovò sede la Società del Buon Umore e successivamente nel 1907 alcune sale al piano terreno, a fianco del Caffè, e fu costruita la casa del custode.
Ma i profondi cambiamenti di ristrutturazione furono opera dell'architetto Enrico Fantappiè che trasformò il teatro in cinematografo. I cambiamenti furono notevoli, la platea allungata, l'area del palcoscenico diminuita e la cabina di proiezione fu ricavata al posto di un intero ordine di palchi.
Nel 1944 un bombardamento distrusse il soffitto del teatro danneggiando il palcoscenico.
L'Accademia incaricò l'ingegnere Grazzini di eseguire il restauro.
Negli anni '50 il teatro ha subito ulteriori modifiche; soprattutto nella sala furono eliminati i palchi e il loggione per realizzare una grande sala rettangolare con galleria e palchettone e anche il palcoscenico fu trasformato e ridotto.
Questa metamorfosi, comune alla maggior parte dei teatri, lo ha visto diventare uni dei tanti cinema con programmazione di bassa qualità. Dalla metà degli '70 fu chiuso e subì un lento e inesorabile degrado fino al 25 febbraio 2003 quando iniziarono i lavori di restauro.
Il 19 maggio 2014, a seguito del percorso partecipato AnDante, il teatro cittadino è stato intitolato al celebre attore campigiano Carlo Monni, assumendo il nuovo nome di teatrodante Carlo Monni.

 
Ultima Modifica: 01/06/2016

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