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Piazza Dante 36, 50013 Campi Bisenzio - Tel. 055 89591 Fax 055 891965 - comune.campi-bisenzio@postacert.toscana.it

 
 
 
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Rocca Strozzi

 

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La storia

La Rocca Strozzi è l'edificio simbolo della città di Campi Bisenzio. Sorge sulla riva destra del fiume Bisenzio, nei pressi del ponte che collega il centro storico con i quartieri occidentali.

I primi feudatari del borgo furono i Cadolingi, un casato di origine longobarda tra i più potenti della Toscana, che dagli originari possessi vicino a Pistoia si erano poi spinti verso Prato e verso Firenze.

 

Nel 1113 i Cadolingi si estinsero alla morte senza eredi di Ugo III e successivamente il dominio di Campi passò ai Mazzinghi, famiglia campigiana di origine longobarda.

Anche i nuovi signori insediarono le proprie case nel borgo, riedificando in forme più ampie il castello cadolingio.

Secondo la tradizione, nel 1215 nacque il conflitto tra Guelfi e Ghibellini. I Mazzinghi si schierarono della parte guelfa e così nel 1269, dopo la battaglia di Montaperti, i Ghibellini a Campi distrussero il paese.

A Campi famiglie di ceto borghese come gli Strozzi e i Rucellai, si sostituirono ai nobili Mazzinghi nel possesso di consistenti beni fondiari.

 

Gli Strozzi risiedevano a Firenze fin dai primi anni del secondo decennio del XIII secolo.

Alla potenza economica e sociale del casato si accompagnò il possesso di terreni fondiari, già nel 1295 Rosso aveva acquistato parte dei beni campigiani dai Mazzinghi.

Nel 1363, gli Strozzi, per l'evidente vulnerabilità del paese, decisero di ubicare una roccaforte privata sulla riva destra del fiume prima dell'ingresso di Campi.

Una volta completata e circondata da un proprio fossato, la Rocca si affiancava all'antico Cassero come punto forte del sistema difensivo campigiano.

Nel primo decennio del '400 Marcello, figlio di Strozza, dovette probabilmente intervenire al rinnovo e consolidamento dell'apparato militare della Rocca di Campi, perché il Comune fiorentino gli impose di mantenere e difendere la fortezza contro un possibile attacco del re Ladislao.

Nel 1480 i tre figli di Marcello si divisero definitivamente il patrimonio paterno: Carlo rilevò la Rocca.

 

Alla fine del '400 tutto il possesso campigiano confluisce nell'ultimo dei tre fratelli, Giovanni.

Nel 1499, parte dei suoi beni, tra i quali l'antico palagio e il mulino, passò al figlio Marcello ancora in età minore.

Con la morte di Lorenzo dei Medici si ruppero gli equilibri conseguiti dalla sua abile politica e nei primi decenni del nuovo secolo nella piana si riaffacciarono gli eserciti nemici.

Marcello, rimasto nelle sue case difese dalla fortezza, non riuscì ad impedire l'assalto nemico, che aveva potuto sfondare facilmente le mura dall'altra parte della strada ed occupare il mulino; cercò di fuggire verso Firenze ma venne catturato.

Nel 1512, praticamente senza battaglia, la cittadella e la fortezza Strozzi vennero presi dalla soldataglia di Raimondo Cardona.

 

Marcello Strozzi per pagare i suo riscatto fu costretto a vendere il mulino di Campi e successivamente anche la Rocca, spogliata e depredata dai mercenari.

Costanza Strozzi, sorella di Marcello, potette acquistare le proprietà campigiane del fratello.

Proprietario della Rocca dal 1516, Alfonso, marito di Costanza, iniziò un restauro del maniero saccheggiato e, in seguito, ne fortificò la struttura muraria, costruendo una sorta di baluardo proteso verso il fiume a difendere la fortezza da possibili attacchi dalla parte del corso d'acqua.

Questo intervento non portò molti risultati quando nel 1529 Firenze venne assediata dalle truppe di Carlo V e le vicende politiche condizionarono la sorte della fortezza e della cittadella campigiana.

 

Nella metà del '500, perso definitivamente il carattere guerriero e ogni funzione difensiva, l'antico complesso fortificato degli Strozzi venne quindi ridotto a villa suburbana.

Una sezione delle mura, crollate nel 1529, erano state livellate nel 1534 dai Rucellai, per essere demolite nel 1552.

Nel 1620 gli Strozzi, spinti dall'imminente matrimonio di Filippo con la nobile Francesca di Simone da Bagnano, intrapresero un riordino della vecchia dimora che comportò ingenti spese ma rese nuovamente abitabile la casa, adeguandola ai nuovi tempi.

Si intraprese anche un abbellimento decorativo delle austere stanze interne che i pittori ornarono con pitture paesaggistiche, incorniciate da stucchi dorati.

 

Estinto il casato di Filippo e Giovanni Strozzi, la proprietà di Campi passò ad un ramo collaterale della famiglia, discendente da Pietro, figlio del Carlo Strozzi edificatore.

I nuovi proprietari potenziarono ancora l'azienda agricola, assestando l'edificio della fattoria e abbellirono la villa con gli arredi degni della prestigiosa posizione sociale acquisita dal loro casato.

Alla fine del '700 la mole della Rocca conservava ancora integra la cerchia muraria tergale con le torrette angolari.

Nel corso del XIX secolo subì pesanti trasformazioni con l'abbattimento delle porte, di parte del ballatoio e la ricostruzione dell'edificio sul lato opposto del cortile su cui prospetta la Rocca.

Nella seconda metà del '900 nelle mappe catastali si legge la scomparsa del podere limitrofo alla Rocca.
Nel 1992 gli eredi risolsero di vendere anche la Rocca, ormai in grande stato di degrado, al Ministero delle Finanze per pagare in parte le tasse di successione.

 
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Il monumento oggi

Attualmente la Rocca Strozzi, è divenuta proprietà comunale ed è stato avviato un organico progetto di riqualificazione e restauro dell'intero complesso, nell'ambito di una intrapresa valorizzazione del patrimonio storico artistico del Paese.

Gran parte della costruzione è in cattivo stato di conservazione pur mantenendo i caratteri dell'impianto originale, ma rimane intatta la sua importanza sia sotto il profili ambientale che sotto quello architettonico.

 

Nell'assetto attuale sono riconoscibili le rare finestrelle ogivali, oggi occluse, che si aprivano al piano superiore al centro delle sale.

Da qualche tempo sono iniziate delle opere di restauro che fra qualche anno permetteranno ai cittadini campigiani di visitare il museo all'interno della Rocca.

 
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Cosa vedere

La struttura elegante della fortezza, che appare alla vista come una cittadella fortificata, è interposta come ultimo baluardo murato in prossimità dell'arcata del ponte tra il fiume e il circuito murario occidentale del castello urbano che, invece, marca ruvidamente l'argine a ridosso del letto del Bisenzio.

 
 
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Approfondimenti

Pubblicazioni relative alla Rocca Strozzi:

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