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Comune di Campi Bisenzio

 
 

La Città Visibile

 

Ogni città riceve la sua forma
dal deserto a cui si oppone

(Italo Calvino)

 

Partecipazione condivisa della nostra città

 

I flussi migratori interessano anche Campi Bisenzio, dove le comunità dei migranti hanno arricchito il nostro tessuto culturale, sociale e occupazionale. Nelle nostre scuole ci sono bambini appartenenti a svariate culture, storie e tradizioni. 

Le nostre politiche devono essere improntate alle nostre antiche azioni solidali: diritti, legalità, condivisione, tolleranza, mutuo soccorso. Azioni che permettono un'organizzazione attenta per ogni singolo e per la collettività dove le svariate cittadinanze presenti nel nostro territorio siano  sempre più una ricchezza e un valore aggiunto per il nostro tessuto culturale, sociale e occupazionale. 

La creazione di una cultura di pace si realizza attraverso la costruzione di relazioni e azioni, dialogo e pratiche di non violenza. Politiche partecipative e azioni interculturali sono gli strumenti essenziali per costruire coesione tra tutte le diverse identità che coabitano in un territorio.  Questo è l'impegno e la sfida che la nostra città sta tentando di compiere.

 

Nadia Conti
Assessore alla Solidarietà e Cooperazione Intenazionale Pace, Gemellaggi e Immigrazione.

 

La Città Visibile - L'analisi dell'Associazione Nuovo Welfare

A Campi Bisenzio non si può parlare di invisibilità di un fenomeno che è invece tutt'altro che invisibile.
La città, tra le più ricche di presenza di migranti provenienti dalle diverse parti del mondo, con una larga prevalenza di cittadini della Repubblica Popolare Cinese, ha un livello di convivenza sociale tale da permettere all'Amministrazione Comunale di mettere in campo tutta una serie di azioni tese a rafforzare le relazioni e la reciproca conoscenza tra culture e storie diverse, e a favorire il processo di interazione tra le varie comunità. È un percorso complesso, realizzato da persone che sono coinvolte ogni giorno e che accettano la realtà del loro territorio senza considerare nessuno uno "straniero".

Il contesto

L'esperienza maturata da questa città nasce da una situazione vissuta e percepita come emergenza dall'inizio degli anni '80, quando migranti di origine cinese scelgono di risiedere stabilmente a San Donnino, una frazione di Campi Bisenzio. La situazione mostra molte criticità nel 1990, a causa di una crescita non solo della componente etnica cinese ma anche demografica a fronte di una struttura dei servizi del tutto inadeguata. E non da ultimo per gli stili di vita della comunità cinese diversi da quelli dei residenti italiani.
A San Donnino sorge un comitato di cittadini che tenta non solo di manifestare il disagio dei residenti ma anche di ricostituire quelle caratteristiche della frazione che avrebbero significato la differenza tra una vivibilità accettabile e il caos più completo. Il 5 novembre 1990 il Consiglio Comunale di Campi Bisenzio, convocato in via straordinaria, approva all'unanimità un ordine del giorno con il quale si definisce quella cinese "un'immigrazione del tutto incontrollata". E si avanza l'ipotesi che essa possa "avere effetti devastanti sul tessuto economico, produttivo, sociale e culturale del territorio di insediamento". Il documento risulta concordato tra tutte le forze politiche allora presenti in Consiglio Comunale.
A questa situazione si aggiunge, a partire dagli anni '90, anche l'immigrazione dai Paesi dell'Europa dell'Est, dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina, configurando così una città multietnica dove non mancano elementi di incomprensione con la comunità locale, per motivazioni economiche, intolleranza nei confronti di usi e costumi diversi, religioni e caratteristiche somatiche. I flussi migratori rivelano fin da subito peculiarità e connotati del tutto inusuali. E le difficoltà ad affrontare il fenomeno derivano anche da questo, ponendo la città in una sorta di emergenza continua.

 

Il progetto

Il livello di attenzione dedicato al tema ha permesso all'Amministrazione Comunale di effettuare scelte strutturali. Oggi esistono e operano sul territorio soggetti pubblici e del privato sociale che affrontano il fenomeno nel suo complesso e nelle sue innumerevoli sfaccettature e implicazioni sociali e culturali, con un'efficacia fatta di competenze, professionalità e grandi capacità:

  • Nuove Radici è uno sportello di accoglienza che fornisce assistenza ai migranti per il disbrigo di pratiche: dalla richiesta di residenza a quella per i ricongiungimenti familiari, per i permessi di soggiorno o per la cittadinanza. Il servizio, realizzato in convenzione con l'Amministrazione Comunale di Campi Bisenzio, si è evoluto nel tempo e si è modellato seguendo le esigenze degli utenti, ma anche l'evolversi delle norme e delle leggi. Recentemente ha curato richieste di regolarizzazione di assistenti e collaboratori familiari
  • Il Centro Territoriale Permanente (CTP), che ha sede presso una scuola media della città, si occupa di formazione scolastica e alfabetizzazione. In massima parte gli utenti sono adolescenti (l'età minima di iscrizione è 16 anni) o adulti stranieri (in gran parte cinesi) di recente ingresso in Italia. I corsi sono particolarmente elastici, anche per favorire la presenza di quanti lavorano senza arrecare danno o intralcio alle rispettive occupazioni. Sono attivi corsi che vanno dal conseguimento della licenza media all'informatica di base, dall'inglese e altre lingue europee a corsi di arte e ceramica o di archeologia del territorio. È inoltre in via di attivazione un corso di lingua cinese dedicato ad adulti non cinesi. L'idea è che vi possano partecipare quanti entrano in contatto con la comunità cinese, come le forze dell'ordine, i dipendenti comunali, della scuola o della Asl
  • Il Centro di medicina tradizionale cinese Fior di Prugna è una struttura regionale di riferimento per le medicine non convenzionali e la medicina tradizionale cinese. Originariamente il Centro aveva un duplice scopo: avvicinare i cittadini italiani alla cultura delle pratiche sanitarie tradizionali cinesi e permettere ai cittadini di origine cinese di trovare in un ambulatorio medico pubblico le risposte che andavano cercando. Nel presidio sono attivi diversi servizi a cui si può accedere con l'ausilio di una mediazione culturale che ha aiutato, nel corso del tempo, l'avvicinarsi di molti cittadini di origine cinese a un centro medico organizzato e gestito dal Sistema Sanitario Regionale. I servizi disponibili vanno dal consultorio pediatrico a quello ostetrico-ginecologico, passando attraverso l'offerta di pratiche tradizionali. Presso Fior di Prugna si trattano diverse patologie, e molte terapie sono rivolte anche ai bambini. Per usufruire dei servizi non occorre richiesta medica, ma bisogna prenotare la visita. Possono accedere al Centro, con ticket o esenzione di legge, i residenti in Toscana e in Umbria. Oltre ai migranti di origine cinese, sono numerosi i cittadini di altre nazionalità che si presentano al Centro, non esclusi gli "stranieri temporaneamente presenti" per i quali è stato riservato un ambulatorio specifico. Dal luglio 2009 è disponibile anche il CUP dove poter svolgere tutte le pratiche previste dal Sistema Sanitario Regionale e procedere alle prenotazioni sia presso il Centro che presso altre strutture del territorio; anche al CUP è presente un mediatore culturale cinese. Il Centro Fior di Prugna è unico in Italia, sia perché sono adottate pratiche mediche tipicamente cinesi con una logica che non lo intende relegare a un rifugio per orientali, sia perché rappresenta un'opportunità per l'inclusione sociale di molti stranieri
  • L'impegno dell'Amministrazione Comunale nel progetto "La città visibile" segna un ulteriore passo avanti verso il coinvolgimento dell'intera cittadinanza in un programma di incontro e conoscenza delle varie culture presenti sul territorio. Obiettivo del progetto è quello di favorire il processo di interazione tra le varie comunità attraverso una serie di azioni, alcune tese a rafforzare le relazioni e la reciproca conoscenza, altre valoriali, come l'adesione alla Marcia Mondiale per la Pace e la non Violenza, i viaggi e le missioni internazionali. Grazie a questo progetto si è potuto realizzare un vasto e articolato programma di manifestazioni, iniziative e seminari incentrati sulla pace e sulla partecipazione. Presupposto del progetto è che gli strumenti capaci di costruire coesione tra tutte le diverse identità che coabitano nel territorio comunale siano: il costituirsi in associazioni, l'attivare politiche partecipative e seminari sull'immigrazione e sul diritto di voto alle elezioni amministrative
  • Accanto alla parrocchia di San Donnino, il cui ruolo è stato determinante nell'affrontare il percorso dall'emergenza all'integrazione dei migranti, esiste a Campi Bisenzio un privato sociale determinante e costruttivo: le realtà associative come la fondazione Spazio Reale, la Pubblica Assistenza con l'agenzia Kiowa, l'associazione immigrati Europa dell'est, la cooperativa Macramè, le Donne arabe. Enti che periodicamente organizzano corsi di formazione primaria e secondaria, percorsi formativi accreditati. E non da ultimo la diffusione della mediazione culturale per imparare a comunicare
  • Un ulteriore atto importante portato avanti dal Comune di Campi Bisenzio per l'interrelazione tra le culture è stato la nomina di Hongyu Lin, cittadina italiana di origine cinese, come Assessore, primo caso in Italia, con delega specifica ai Rapporti con la comunità cinese, ma anche l'istituzione di un Assessorato all'Immigrazione e ai rapporti internazionali di cui è titolare Nadia Conti. Esempi reali di una politica tesa al dialogo e alla convivenza
 

Un metodo incrementale

Il Comune di Campi Bisenzio ha applicato un metodo incrementale nel processo di inclusione, prevedendo lo sviluppo nel tempo di un insieme equilibrato di diritti e doveri del cittadino migrante. Ciò implica una valutazione delle misure adottate. E i dati degli ultimi dodici anni dell'anagrafe comunale forniscono una serie di indicatori in grado di misurare il livello di inclusione dei cittadini migranti nella comunità locale:

  • Nel 1996 gli stranieri residenti a Campi Bisenzio erano 851 (il 2,37 per cento della popolazione) di cui il 63,45 per cento appartenente alla comunità cinese. Dodici anni dopo, nel 2008, la presenza di residenti stranieri è aumentata a 6.175 persone (il 14,33 per cento della popolazione), ma pur rimanendo quella cinese la comunità maggiormente rappresentata (con il 41,75 per cento) anche altre nazionalità hanno costituito nuclei importanti, come quella albanese con il 15,35 per cento, quella rumena con il 13,46 per cento e quella marocchina con il 7 per cento. Il forte squilibrio tra popolazione residente indigena e cittadini di origine cinese è stato uno degli elementi di criticità fin dal sorgere del fenomeno, per cui l'aver perseguito l'obiettivo di una più equa distribuzione territoriale è stato un tassello importante per le politiche di interazione
  • Un altro indicatore è il numero delle nascite registrate presso l'anagrafe comunale. Nell'arco degli ultimi 13 anni, dal 1997 al settembre 2009, sono stati 331 i bambini nati da genitori cinesi. Sono invece 115 i figli messi al mondo da cittadini albanesi, 58 da marocchini e 40 da rumeni. Ma ci sono anche bambini nati da genitori pakistani, del Bangladesh, algerini e di altre 28 nazionalità, per circa 3.600 nascite registrate dal 1997
  • Dati significativi si rilevano anche per quanto concerne i matrimoni. Nello stesso periodo di tempo considerato per le nascite (dal 1997 al settembre 2009) l'andamento dei matrimoni è risultato altalenante e il trend appare indifferentemente valido sia per le coppie italiane che per quelle straniere, a dimostrazione del fatto che la decisione di contrarre matrimonio viene condizionata dallo stesso tipo di problematiche (lavoro, casa, situazione economica, ecc.). Altro discorso per i matrimoni misti dove si registra una tendenza pressoché costante (circa 12 l'anno)
  • Un ultimo indicatore importante riguarda la richiesta e la concessione della cittadinanza italiana. Nel 1998 furono 3 le cittadinanze concesse, salite costantemente negli anni successivi, fino ad arrivare alle 30 del 2008 e alle 21 dei primi 9 mesi del 2009. Il dato indica un interesse maggiore da parte degli stranieri a consolidare la propria presenza in Italia, scelta che implica la ricongiunzione della famiglia o la costituzione di un nuovo nucleo familiare. D'altra parte il concetto di cittadinanza si fonda sulla presenza di reciproci diritti e, conseguentemente, di doveri per i cittadini migranti e per la società che li accoglie e li include, garantendo loro una piena partecipazione alla vita sociale, economica, culturale e politica. Non bisogna dimenticare che per ottenere la cittadinanza i migranti devono dimostrare non solo il lungo periodo di residenza stanziale, ma anche la modalità di insediamento nella società, che si colloca lungo un continuum ai cui estremi vi sono, da una parte, la segregazione e, dall'altra, la piena e attiva partecipazione (inclusione). L'inclusione è quindi un processo che si realizza nel tempo (ecco l'importanza di dimostrare il periodo di residenza stanziale) e si sviluppa e si modifica costantemente, non si acquisisce una volta per sempre. Da qui la significatività delle iniziative messe in atto dall'Amministrazione Comunale che, insistendo su una molteplicità di ambiti, contribuisce a ridefinire le pratiche della vita quotidiana tra i diversi protagonisti: autoctoni, migranti, pubblica amministrazione e privati
 

L'innovatività e l'inclusione sociale

L'innovatività della politica attiva messa in atto a Campi Bisenzio risiede nell'aver affrontato il fenomeno, inizialmente problematico, nella sua totalità e complessità, coniugando tra loro istanze diverse, spesso addirittura contrapposte, al pari di culture, identità e stili di vita, ed evitando approcci separati che avrebbero fornito risposte settoriali e opposte all'inclusione. Il Comune di Campi Bisenzio ha creato sinergie indispensabili, investito risorse umane e intellettuali per tradurre tutto ciò in attività amministrativa e istituzionale, in politiche sociali e culturali, non derogando da alcuni paletti quali la legalità e il rispetto delle regole, ed evitando qualunque assistenzialismo. La politica di relazioni perseguita ha consentito un ruolo attivo non solo dell'Amministrazione Comunale ma anche di altri pezzi importanti dello Stato, come Regione, Asl, Istituzioni scolastiche, e di altri soggetti non istituzionali, tutt'altro che in ultima posizione, come la parrocchia di San Donnino e il privato sociale.
La città di Campi Bisenzio ha facilitato i percorsi di cittadinanza, il dialogo e l'inclusione; ha impegnato risorse ideali nella partecipazione, come lo dimostrano le tante associazioni del territorio e le politiche educative nelle scuole locali.

 

La validità

Campi Bisenzio, unica città in Toscana, è stata tra le dieci finaliste del premio Città del dialogo interculturale del Consiglio d'Europa. Ideato dal Ministero dei Beni Culturali, nell'Anno Europeo del Dialogo interculturale, il premio si è rivolto a tutti i Comuni italiani avendo per oggetto le politiche attuate delle varie amministrazioni per promuovere il dialogo interculturale, favorire la comprensione reciproca e la convivenza. Il riconoscimento, ottenuto il 19 settembre 2008 a Viareggio, ha premiato tutta la città per il lavoro svolto in questi venti anni.
 
* Attività contenuta nel volume  "L'Italia della convivenza Buone prassi di inclusione sociale dei migranti" [Aprile 2011]


Città per il dialogo interculturale

 
Anno europeo per il dialogo interculturale
Campi Bisenzio, città del dialogo
 
 

Per il Consiglio d'Europa, una la città interculturale è:
"costituita da persone di nazionalità, origini, lingua o religione e credenze diverse. I leader politici e la maggior parte delle persone considerano la diversità un fattore positivo, una risorsa. La città lotta attivamente contro la discriminazione e cerca di adattare il proprio governo, le istituzioni e i servizi a quelle che sono le necessità di una popolazione diversificata. La città adotta strategie e strumenti adeguati per affrontare le diversità e i conflitti culturali. Essa incoraggia una maggiore fusione e interazione tra i diversi gruppi nelle proprie aree pubbliche". E riguardo al gruppo etnico maggioritario, "è il gruppo etnico più numeroso della città. Di solito è il gruppo autoctono, ma in qualche città può anche essere diverso dalla popolazione autoctona".

 
Network città interculturali
 
 

Attività:

 

I edizione: La Città Visibile: Meeting dell'inclusione 2009-2010
in adesione alla Marcia Mondiale della Pace e della non violenza

II edizione: La Città Visibile: Meeting dell'inclusione 2010-2011 
in adesione agli obiettivi della Marcia Perugia-Assisi

 

Adesioni:

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Ultima Modifica: 04/02/2013
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