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Piazza Dante 36, 50013 Campi Bisenzio - Tel. 055 89591 Fax 055 891965 - comune.campi-bisenzio@postacert.toscana.it

 
 
 
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Bonifica manufatti contenenti amianto

Bonifica manufatti di amianto

L'asbesto: un minerale molto usato e "eterno"

L'asbesto (o amianto) è un minerale che è stato utilizzato in passato per la coibentazione di edifici, tetti, navi, treni, ecc. Coome materiale da costruzione per l'edilizia è stato utilizzato miscelato a cemento e il nome commerciale Eternit è quello che è stato più diffuso. Nel settore edile è stato utilizzato per fabbricare tegole, pavimenti, tubazioni, canne fumarie e forni. ed inoltre nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto (vernici, parti meccaniche, materiali d'attrito per i freni di veicoli, guarnizioni), ma anche per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni. Inoltre, la polvere di amianto è stata largamente utilizzata come coadiuvante nella filtrazione dei vini e come componente interno per i forni utilizzati per la panificazione.Il successo o il largo impiego dell'amianto è dovuto alle molte virtù  di questo minerale che resiste al fuoco e al calore, all'azione di agenti chimici e biologici, all'abrasione e all'usura, è facilmente filabile, può essere tessuto, ha proprietà fonoassorbenti, termoisolanti e si facilmente con materiali da costruzione come calce, gesso e cemento e addirittura con alcuni polimeri come gomma e PVC. Dunque un materiale non facilmente deperibile e per questo chiamato "eterno".

 
fibre di amianto

Un materiale da tenere sotto controllo

Alla base delle proprietà tecnologiche e dell'estrema versatilità dell'asbesto sta la sua consistenza fibrosa che messa assieme a un legate, dona allo stesso ottime qualità meccaniche. Purtroppo i leganti, come ad esempio il cemento, hanno un grosso difetto, nel tempo, se sottoposti a sollecitazioni meccaniche, a stres termico o dilavamento, rilasciano minuscole e acuminate fibre di amianto che se inalate, penetrano negli alveoli polmonari  e nel corso degli anni possono determinare  gravissime malattie anche con esito infausto. Per questo motivo,  in Europa e in molte altre parti del mondo, l'uso dell'amianto è stato bandito. In Italia è dall'anno 1992 che si è iniziato, con la legge n. 257/1992 (norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto) a vietare la produzione e la commercializzazione dei manufatti contenenti amianto.Oggi, stante la legislazione vigente, non è vietato mantenere in loco manufatti contenenti amianto, tuttavia occorre effettuare i dovuti controlli, in modo da essere sicuri che il manufatto non rilasci nell'ambiente le famigerate fibre.

 
verifica amianto

Come si effettua la verifica dei manufatti contenenti amianto

In Toscana, per la verifica dei manufatti contenenti amianto e in particolare delle coperture, occorre riferirsi alla Delibera del C.R.T. n. 102 dell'08 aprile 1997 che, come modificata dalla D.G.R.T. n. 7 del 14.02.2017, propone l'algoritmo AMLETO, ovvero una serie verifiche atte a determinare un indice di valutazione sullo stato del manufatto contenente amianto.
Il modello dell'algoritmo Amleto e le relative istruzioni sono scaricabili alla pagina Modulistica per ufficio ambiente.
Sulla base di detto indice di valutazione, si possono avere 4 risultati: 
-monitoraggio, ovvero ripetere il controllo l'anno successivo;
- programmare la rimozione entro 3 anni avendo tuttavia cura di effettuare ogni anno i controlli e l'eventuale sostituzione delle parti più danneggiate;
- rimozione alla prima occasionee comunque entro un anno;
- rimozione immediata
e comunque entro 6 mesi.
Prima di intervenire su i materiali contenenti amianto, occorre tuttavia sapere che è necessario adottare procedure che tutelino i lavoratori e l'ambiente, per questo le attuali norme, salvo particolari eccezioni, impongono la predisposizione di un piano di lavoro come previsto dalla normativa D. Lgs 81/08 e la presentazione dello stesso alla U.F. PISLL competente per territorio (almeno 30 giorni prima dell'esecuzione dei lavori).
Per conoscere e ricevere competenti informazioni in merito alla rimozione di manufatti contenenti amianto, consigliamo di rivolgersi allo Sportello Amianto.
Scarica il modulo "Algoritmo AMLETO" per la verifica dei manufatti contenenti amianto


 
Kit protezione

Rimozione di piccoli manufatti da parte del proprietario

Nel caso in cui il materiale da rimuovere si trovi in una abitazione civile, ad un'altezza inferiore a tre metri da terra (facilmente raggiungibile in sicurezza (usando eventualmente un trabattello non  più alto di due metri) e che sia di dimensioni ridotte, come per esempio una piccola canna fumaria, un piccolo serbatoio, una piccola copertura in lastre; il proprietario può effettuare l'intervento anche personalmente (senza avvalersi di altro personale) a condizione che il materiale da smaltire non superi i 100 kg. Lo smaltimento del materiale rimosso, che a questo punto e divenuto un rifiuto speciale a tutti gli effetti, deve avvenire consegnandolo ad una ditta iscritta all'albo e dunque specificamente autorizzata.Chi si sbarazza del rifiuto gettandolo nel cassonetto dei rifiuti urbani piuttosto che in un campo abbandonato, si rende responsabile di inquinamento ambientale ed e passibile di sanzione.

La rimozione fatta in modo autonomo riduce quindi i costi al solo smaltimento attraverso ditta autorizzata, oltre che a quelli modesti per l'acquisto delle attrezzature da usare durante l'intervento.
Ai cittadini che desiderano rimuovere autonomamente piccole quantità di cemento-amianto, consigliamo di rivolgersi allo Sportello Amianto.

Le attrezzature da utilizzare per la rimozione autonoma sono essenzialmente:
-  una confezione di colla vinilica da diluire con acqua e applicare alla superficie del materiale da rimuovere, con un pennello o a spruzzo a bassa pressione, in modo da bloccare eventuali fibre che potrebbero distaccarsi;
- utensili manuali per rimuovere eventuali ganci e viti di fissaggio (evitare assolutamente trapani e seghe elettriche);
- teli di polietilene resistenti su cui depositare i materiali rimossi, impacchettarli e sigillarli con nastro adesivo.
- nastro bianco e rosso per confinare l'area d'intervento;
- mezzi di protezione individuale monouso da indossare durante l'intervento: tuta in Tyvek con copricapo e calzari, guanti, mascherina e occhiali .

Accorgimenti per ridurre al minimo la dispersione di fibre: 
- non spezzare o segare i materiali contenenti amianto. Solo nel caso di un manufatto ingombrante (es. un vecchio serbatoio per l'acqua da rimuovere da una soffitta) e possibile spezzarlo con poche martellate per ridurne il volume ma solo dopo averlo impacchettato e sigillato in teli di polietilene di adeguato spessore.
- chiudere porte e finestre di casa.
- al termine dei lavori l'involucro di polietilene deve essere chiuso e sigillato su tutti i lati con il nastro adesivo ed etichettato con cartellino recante la dicitura CONTIENE AMIANTO, depositato temporaneamente (in attesa di essere smaltito) in un'area protetta da accesso di estranei.
- a operazione terminata, togliersi con cura prima la tuta e poi gli altri dispositivi di protezione lasciando per ultima la maschera. Mettere tutto in un sacco di polietilene, sigillarlo con nastro adesivo e consegnarlo poi alla ditta per lo smaltimento insieme al materiale rimosso.

 
 
Ultima Modifica: 01/08/2017

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