Contenuto della pagina

Recensione di Francesca Cecchi -15 luglio 2004

Immagine della copertina del libro Lo hobbit, o, La riconquista del tesoro di John Ronald Reuel Tolkien

Lo hobbit, o, La riconquista del tesoro

John Ronald Reuel Tolkien
Milano : Adelphi, 1989
342 p., [4] p. di tav. : ill. ; 20 cm (Gli Adelphi ; 3)
Trad. di: The hobbit
Collocazione: P FAN 823.914 TOL

 
 

Povero piccolo hobbit! Bilbo Baggins non ha pretese, solo mangiare e fumare in tranquillità nella sua bella caverna. Ma un giorno gli piombano in casa il mago Gandalf e tredici nani e lo coinvolgono nell'ardua impresa della riconquista del tesoro di Thorin, il capo dei nani, rubato anni prima dal drago Smog. Il viaggio è lungo e difficoltoso e i nani non sembrano contenti dello hobbit, ma lui si dimostrerà all'altezza della situazione e li salverà più volte dai pericoli. Merito anche di un magico anello, trovato per caso, appartenuto alla creatura Gollum.
Dejà-vu? Certo! Questo è il prequel del "Signore degli anelli", il racconto degli avvenimenti accaduti prima della guerra, che portarono al ritrovamento dell'Unico Anello. La mia ignoranza in materia tolkeniana è grande e mi piacerebbe sapere se lo scrittore avesse previsto un possibile seguito. Chissà... Comunque la prima cosa che si nota è la diversità di tono: "Lo Hobbit" è un libro per bambini (Auden l'ha definito "la più bella storia per bambini degli ultimi cinquant'anni"). Niente missione per salvare la Terra di Mezzo da Sauron, niente guerre disperate (tranne forse la battaglia finale): questo viaggio viene fatto per riprendersi un tesoro rubato anni e anni prima da un drago. Il clima è allegro e tranquillo: Bilbo, poveraccio, è totalmente estraneo a ciò che gli succede intorno. Matura, è vero, nel corso del racconto, ma rimane sempre il buon vecchio hobbit di una volta. Volendo fare un parallelo è più vicino a Sam che a Frodo. Non mancano le scene "paurose": l'incontro e la sfida con Gollum, l'attacco dei Mannari, la battaglia con i ragni giganti, l'attacco di Smog alla città. Ma il clima è più disteso e tranquillo, soprattutto per la presenza dei nani brontoloni e avidi che accompagnano lo hobbit, come il caro Bombur, che preferisce dormire per poter sognare una bella tavola imbandita. Una scena per tutte: l'incontro con i tre troll che si dimenticano dell'imminenza del mattino e continuano a litigare fino a diventare di pietra.
Piccoli particolari, ai quali non si dà peso se non si è al corrente delle vicende successive, ci spingono a pensare che Tolkien avesse già intenzione di fare un seguito della storia. Magari voleva lasciare una porta aperta in vista di un possibile successo del libro. Mi riferisco proprio al vero protagonista del "Signore degli Anelli": l'anello di Sauron che Bilbo trova per caso nella galleria sotterranea. Per tutto il romanzo l'anello verrà ricordato solo per la sua capacità di rendere invisibili, ma durante il colloquio con Gollum (che lo ha perso, o forse è l'anello che è "scappato") si fa un continuo riferimento al suo malefico costruttore e al potere che l'oggetto esercita sulle persone. Da qui l'accanimento con cui Gollum lo vuole riconquistare.
Quella dell'incontro-scontro tra Bilbo e Gollum è la scena migliore del libro. Il piccolo hobbit si trova per la prima volta da solo, dentro una galleria degli orchi, al buio. Ma non si perde d'animo e comincia a marciare con la spada in pugno: prima trova l\'anello, per caso, in terra, poi sulle sponde di un lago sotterraneo incontra Gollum, che lo sfida ad una gara di indovinelli: se vince mangerà Bilbo, se perde gli insegnerà come uscire. Solo per la prima volta, Bilbo non deve affrontare uno scontro fisico, armato, ma una gara di intelligenza e prontezza di spirito. Bilbo vince barando, facendo una domanda ad alta voce: "Che cos'ho in tasca?". Gollum non riesce ad indovinare e, arrabbiato, va sull'isolotto che gli serve da rifugio a prendere l'anello: vuole attaccare Bilbo e strangolarlo. L'anello ovviamente non c'è più e Gollum capisce tutto. Bilbo scappa e cade, Gollum lo raggiunge e... lo supera! Incosciamente Bilbo si è messo l'anello al dito ed ora è invisibile. Riesce così a scapparre a Gollum e agli orchi e a tornare dai suoi amici.
Una simpatica lettura che consiglio volentieri, anche per sentirsi un po' più bambini. Ma non aspettatevi un altro "Signore degli Anelli"...

 

 
 

Valuta questo sito: RISPONDI AL QUESTIONARIO