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Recensione di Anna Milazzo - 1 marzo 2005

Immagine della copertina del libro L'albergo delle donne tristi di Marcela Serrano

L'albergo delle donne tristi

Marcela Serrano
Traduzione di Simona Geroldi
Feltrinelli, 1999
274 p. ; 23 cm
(I narratori)
Collocazione : P 863.64 SER

 
 

Marcela Serrano ci conduce nella costellazione femminile, nei diversi modi di vivere e manifestare il dolore, ma individuando un unico modo per alleviare le ferite: la condivisione della sofferenza fra le stesse donne.
Ci si accascia, ci si degrada perdendo la nostra autostima, ci si infligge delle ferite per mettere a tacere sensi di colpa arcaici e antropologici, ma quando questo succede lo manifestiamo con un comportamento ancestrale: ci "rannicchiamo", ci mettiamo cioè in posizione fetale. Ma c'è un paradosso: la natura ci ha programmato per accogliere la vita che cresce in noi ed essa assume la stessa posizione in cui manifestiamo il nostro dolore.

Il mondo femminile che la Serrano ci presenta con poche pennellate, ma incisive e magistrali, è un mondo caratterizzato da una doppiezza: da una parte la sensibilità emotiva e sentimentale delle quali sono dotate e che le porta ad essere "fragili", ma dall'altra il possesso di una forza vitale "particolare" che le porta a generare vita inconsapevolmente, condividendo le proprie ferite, prendendosi cura dell'altra fino al punto di accogliere nella propria cavità corporale colei che è ripiegata nel suo dolore

 

 
 

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