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Recensione di M. Daniela Pulvirenti - 15 aprile 2005

Immagine della copertina del libro L'albergo delle donne tristi di Marcela Serrano

L'albergo delle donne tristi

Marcela Serrano
Traduzione di Simona Geroldi
Feltrinelli, 1999
274 p. ; 23 cm
(I narratori)
Collocazione : P 863.64 SER

 
 

L'albergo delle donne tristi, costruito per l'amore di una donna-amante, racconta la storia di donne totalmente diverse fra loro, legate da un unico denominatore comune: la sofferenza della vita e il loro diverso modo di subirla, accettarla o combatterla. La vita regolata da tradizionali leggi d'amore che solo le donne possono violare, perché sono le uniche in grado di affrontare la sofferenza dell'abbandono. Donne che amano intensamente uomini già legati, incapaci di "scegliere le donne che amano" nel falso rispetto di regole religiose che di fatto hanno già tradito.
Donne che si confortano tra loro, che, a causa della sofferenza vissuta, decidono per difendersi di reprimere "pulsioni" che tuttavia si ripropongono forti e intense perché la vita continua, perché il corpo è come una pianta che sboccia continuamente e comunque.
Nelle sofferenze della vita si perde la stima di se stesse, non si crede più nelle proprie potenzialità e nelle proprie capacità fino a che qualcuno non le fa risaltare agli occhi increduli. C'è sempre una speranza, anche quando ci si sente sfiniti, inutili, incapaci di dare amore e di riceverne.
C'è sempre un "mazzo di chiavi" che apre le porte alla vita, a nuovi amori.
Qualcuno e qualcosa c'è. Basta sapere cercare la "Patria" dove si darà riposo alle sofferenze già vissute. Si deve solo decidere di ricominciare a "vivere".

 

 
 

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