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Recensione di Chiara Macherelli - 10 Ottobre 2005

Immagine della copertina del libro La Mennulara di Simonetta Agnello Hornby

La Mennulara

Simonetta Agnello Hornby
Feltrinelli, 2002, 209 p., 22 cm.
Coll: 853.914 AGN

 
 

Lunedì 23 Settembre 1963. Il romanzo si apre con la morte di Maria Rosalia Inzerillo, conosciuta nel piccolo paese siciliano di Roccacolomba come la "Mennulara", la raccoglitrice di mennule, le mandorle. L'autrice si riferisce a un periodo ben preciso, descrive la cronaca di soli 9 giorni (nell'arco di tempo di un mese) pur con numerose e sistematiche digressioni e flashback che permettono al lettore di appropriarsi della storia e di avvicinarsi e capire la vita della Mennulara, la grande assente di tutta la storia. L'impianto narrativo svela fin dall'inizio il dinamismo dell'evolversi della storia e la vivacità con cui la Agnello Hornby presenta i protagonisti e gli eventi: 50 capitoli, tutti brevi o brevissimi, spezzettati, ognuno a raccontare una verità, quella di paese e quella dei singoli narratori che si alternano brillantemente, creando un'ascesa di aspettative e di curiosità talvolta anche morbosa. Protagonista unica dei pettegolezzi e delle chiacchiere di popolo è sempre lei, la Mennulara, "criata" della famiglia degli Alfellipe, nobili ormai decaduti, che, involontariamente, si ritrovano coinvolti in una storia misteriosa e sconcertante, che li scuote fino alle radici, che faticosamente li fa mettere in discussione, che mostra gli stretti limiti di una vita intera, facendo vedere i loro aspetti più vili e gli squallidi compromessi cui sono disposti a sottostare. In realtà, la morte della Mennulara smuove non solo una famiglia ma un paese intero, tutti prima o dopo, nell'arco della loro vita, hanno avuto a che fare con la scontrosa criata, e tutti hanno qualcosa da dire, da raccontare, da nascondere o da svelare.
È così che, con capacità di intreccio narrativo e incisività stilistica, l'autrice fa rivivere e fa conoscere, attraverso le rumorose voci di popolo, la Mennulara, fino ad arrivare all'unica verità, i fatti che hanno scosso e sconvolto la sua adolescenza e che l'hanno condizionata senza appello per tutta l'esistenza. Fin dall'inizio, la protagonista assente provoca quasi rabbia e collera nel lettore spaesato che, come gli Alfellipe, si sente costretto a seguire le sue volontà senza sapere dove arriverà. Il movimentato intreccio narrativo mostra inaspettatamente, sia per il lettore e che per tutti paesani, una vera donna, piena, totale, a 360°, disponibile all'amore, ai sacrifici sofferti per amore e alla rinuncia; ma anche una donna passionale e seducente sotto gli abiti grossolani e contadini; una donna disposta a fare della sua vita un atto d'amore e di coraggio, nonostante il passato ingombrante che la mostra, agli occhi degli altri, fredda e distaccata, calcolatrice e severa; una donna forte e pronta a confrontarsi in modo schietto e diretto con la mafia locale e con il padre del suo carnefice; infine, una donna piena di curiosità, con grandi capacità intellettive e fiuto per gli affari, caratteristiche considerate sconvenienti all'epoca per una signora. La Agnello Hornby, inglese di adozione ma siciliana doc, riesce, in questo suo primo romanzo, a trascinare il lettore e a fargli vivere un pezzo di Sicilia attraverso i misteri, i colori e le voci paesane.

 

 
 

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