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Recensione di Marilena Bolettieri - 22 gennaio 2009

Immagine della copertina del libro Una barca nel bosco di Paola Mastrocola

Una barca nel bosco

Paola Mastrocola
Parma, Guanda, 2004

Coll. P 853.914 MAS

 
 

Il titolo è Una barca nel bosco ed è un titolo freddo perché non da informazioni sul protagonista.
L'autrice è nata nel 1956 a Torino, dove tuttora risiede. Ha lavorato per il teatro scrivendo commedie per ragazzi. Ha pubblicato due raccolte di poesie e saggi sulla letteratura italiana del Trecento e Cinquecento. Insegna in un liceo scientifico. Già autrice del fortunato romanzo La gallina volante, felice esordio narrativo che le valse il Premio Calvino per l'inedito 1999, e del successivo Palline di pane, con cui arrivò finalista al Premio Strega 2001, Paola Mastrocola continua il suo percorso di scrittrice con il racconto di una nuova intensa storia di vita: Una barca nel bosco, che ha ricevuto nel luglio 2004 il primo premio per la sezione Narrativa in occasione della VII edizione del Premio Nazionale di letteratura naturalistica.
Una barca nel bosco, così è soprannominato da zia Elsa il protagonista dell'omonimo racconto, Gaspare Torrente. Il giovane è originario di un'isola del sud Italia, figlio di un pescatore, si reca a Torino per studiare, in quanto nella sua piccola isola non ci sono scuole adatte al suo alto livello d'intelligenza. Gaspare, infatti, vuole diventare latinista e conosce tutte le materie quasi alla perfezione. Questo si nota anche dal fatto che a soli tredici anni riesce a tradurre Orazio e a leggere Verlaine, perciò non può starsene nella sua isola, ma deve per forza frequentare un liceo per poi laurearsi e diventare qualcuno d'importante. La sua famiglia non è delle più agiate, perciò suo padre deve trattenersi sull'isola e continuare a lavorare e a fare sacrifici per mantenere la moglie, il figlio e potergli pagare la scuola. Una volta a Torino Gaspare non trova ciò che si aspettava. Gli insegnanti non sono validi, riprendono le materie dal principio, arrivano in ritardo, e i compagni sono indietro con le conoscenze, seguono solo certe mode, si vestono in modo strano, diverso da lui. Per esempio loro hanno le scarpe della Nike, la felpa bicolore col cappuccio, la cintura di pesce, la Playstation, il masterizzatore, cose che Gaspare neanche conosce. Così all'inizio si trova in difficoltà, si sente sotto gli occhi di tutti e non accettato, lui vorrebbe imparare, studiare, ma questo sembra l'ultimo pensiero dei compagni e dei professori. Gaspare non sa cosa fare, si sente spaesato, si iscrive all'ora di ascolto, con la psicologa, attività che lo aiuterà un po' ad ambientarsi e a non sentirsi escluso, vorrebbe comprare le cose che hanno gli altri, diventare come loro, ma la madre non capisce questo suo cambiamento improvviso. La madre non riferisce niente al padre, che intanto compie tanti sacrifici per il figlio, che è rimasto solo sull'isola e che può rivedere la famiglia solo occasionalmente per le feste. Gaspare riesce ad acquisire la benevolenza dei compagni solo passando i compiti di latino. Trova, però, un altro ragazzo che sembra assomigliargli, Furio, chiamato da tutti "l'Avulso". Terminato il liceo, dopo una lunga decisione, Gaspare si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza. Anche qui non è facile per lui studiare ciò che veramente vorrebbe, ma alla fine riesce a laurearsi. Una laurea che però non gli servirà a nulla, perché poco dopo apre un bar. Intanto la madre e, in seguito, la zia muoiono e Gaspare rimane solo. Solo con le sue piante. Prima di ritornare nella sua isola ancora una volta, per rimpiangere il padre ormai morto a cui non ha raccontato molte cose, ritrova il suo amico Furio, che era andato a studiare all'estero e che ora, insieme a Gaspare, progetta Boschi-Mondo insieme ai suoi peluche.
Gli spazi in cui si ambienta la vicenda sono la casa di Torino della zia Elsa, il liceo, la casa del Seba, per un momento l'oceano, il bar,il suo stanzino, la zona del calorifero, la riva del Po. Vi sono luoghi aperti e principalmente luoghi chiusi, reali e che acquistano un ruolo fondamentale nella narrazione.
Le azioni svolte nel romanzo partono da quando Gaspare aveva quattordici anni a quando ne ha all'incirca venti, però il racconto parla di eventi accaduti prima, nella sua infanzia: in ogni caso la vicenda si svolge in un periodo contemporaneo all'autore.
I personaggi con un ruolo di rilievo sono: la madre, che rappresenta una serie di divieti agli occhi di Gaspare; zia Elsa che è sempre stata un appoggio per lui, Furio, l'unico che lo ascoltava, il padre, il suo "maestro" Masonti, e il Seba, ciò che Gaspare non è riuscito a diventare. Il libro è scritto principalmente in prima persona quindi con un narratore interno. Le principali tematiche trattate sono l'adolescenza, la famiglia e la società.

 

 
 

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