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Recensione di Anna Milazzo - 1 ottobre 2009

Immagine della copertina del libro L'indagine di Juan Josè Saer

L'indagine

Juan Josè Saer
Einaudi, 2006, 185 p.
 
Coll P 863.64 SAE

 
 

Le narrazioni di Saer sembrano ergersi sulla base di meri ricordi, riunendo "schegge" di suoni e sguardi sulla vita quotidiana, per portare alla luce del lettore un'immagine e un pensiero.
I fatti scarseggiano, l'azione si svolge quasi per intero a livello di riflessione, di percezione e di ricordi. Eppure in un tempo sospeso, in uno spazio irreale, si rivela una realtà particolare, la realtà dell'incertezza della conoscenza umana, dell'imprendibilità della spiegazione.
Ogni volta che l'autore ci porta sulla soglia di una spiegazione, questa diventa l'accesso a un nuovo interrogativo. I suoi personaggi avanzano per ipotesi, per supposizioni, mantenendo il lettore in uno stato di continua inquietudine, fino a farci dubitare che, proprio nelle illusioni, si nasconda la realtà.
L'indagine si presenta con tutti gli elementi della narrazione poliziesca, e come tale il motore propulsore che tiene la tensione del romanzo e l'attenzione del lettore si accentra sull'attesa di chiarezza dei moventi e sulla soluzione a tutto tondo della trama.
Saer non è colui che cerca la verità nei fatti, ma nel senso. Si potrebbe dire che è lo scrittore che indaga al di là del visibile e del percepibile, mediante il metodo del dubbio, della congettura, perché in un mondo paranoico lo scrittore non deve mai dare per scontato niente e porta il lettore in una dimensione di apertura sui tanti possibili percorsi e soluzioni.
In tutte le sue narrazioni Saer lascia il lettore disorientato, perduto. Solo dopo, quando lui, apparentemente innocente, si è depositato nelle nostre riflessioni, ci rendiamo conto che con la sua densità e gravità è riuscito a vincere sul disegno che vuole assolutizzare l'esperienza umana, portando il lettore a confrontarsi con le luci intermittenti e camaleontiche dell'esperienza umana.
Uno scrittore che oltrepassa il muro dell'illusione, dominando con il suo stile e la sua etica gli intrecci profondi della storia dell'esistenza umana.

 

 
 

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