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Recensione di Arianna Schenone - 10 settembre 2009

Immagine della copertina del libro Sfigurata di Rania al-Baz

Sfigurata

Rania al-Baz
Sonzogno, 2006, 230 p.
 
Coll P 362.829 2095 38 ALB

 
 

C' è molto da dire su questo libro, tanti sono gli spunti di riflessione che offre, e la sua importanza è notevole. Certo non capita solo nel mondo islamico che una donna venga picchiata ripetutamente dal marito (i casi sono tanti anche da noi), ma la differenza fondamentale è che gli uomini islamici si sentono autorizzati a questo comportamento e soprattutto protetti dalla legge e dalla religione che loro hanno travisato.
Per una donna occidentale denunciare tali aggressioni, quando se ne trova la forza, è doveroso. L'uomo occidentale viene punito, quando la legge viene applicata come si dovrebbe.
In Islam, invece, gli uomini si proteggono e spalleggiano reciprocamente, sono autorizzati a usare le mani sulle proprie mogli disobbedienti. Le donne devono "apprezzare" l'operato del marito, tacere e "ringraziare"...
Il libro è scritto in maniera molto scorrevole, è una lettura che non richiede molto tempo e tratta un argomento molto importante, tanto più che è una storia vera narrata dalla vittima in prima persona.
Diviso in diversi capitoli su differenti episodi importanti della vita di Rania, il tempo usato è sempre il presente, come se si trattasse di un diario scritto giorno per giorno.
Il modo di raccontare di Rania è molto semplice. Quello che colpisce è che le pagine sono prive di rabbia e di rancore per ciò che le è accaduto. A tratti riesce a strappare anche qualche sorriso per il sarcasmo usato.
Una lettura consigliata a tutti, su un tema da non dimenticare.
Dopo l'incidente Rania si è trasferita in Francia, ha appoggiato la causa della fondazione Ni putes, ni soumises e ha scritto un libro. La sua nascita a nuova vita è stata difficile, ma per l'ennesima volta ce l'ha fatta.
Mi sono permessa di scrivere su questo libro perchè la storia è nota, basta fare un giro sul web per trovare una marea d'informazioni.
Nel libro alcuni nomi sono stati modificati: il vero nome del fustigatore di Rania non è Rachid, ma Mohammed al-Fallatta.
Dopo averla picchiata, l'uomo si è andato a fare una doccia (in tutta tranquillità) e poi ha avvolto il corpo di Rania in un lenzuolo bianco e l' ha chiuso nel portabagagli della macchina. Sentendo i gemiti di Rania che era ancora in vita, spaventato Mohammed l'ha abbandonata dinanzi all'ospedale. L'orrendo crimine è stato commesso davanti agli occhi del figlio Saud, 5 anni.

 

 
 

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