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Recensione di Gianna Batistoni - 25 maggio 2010

Il peso della farfalla

Erri De Luca
Feltrinelli, 2009, 70 p.

 
Coll P 853.914 DEL

 
 

Poche pagine meravigliose, dove le pagine si contano solo sfogliando la numerazione. Erri De Luca è riuscito a tramutare magicamente la percezione del tempo di lettura, dilatandolo come quando trovandoci in mezzo alla natura capita di scordarsi degli orologi, della fretta e delle scadenze e ci permettiamo di incantarci a fissare le api sui fiori. Ci sono due re dei camosci. Se il primo re avesse uno stemma, nel centro ci sarebbe una farfalla bianca, quella farfalla che ha sopra un corno, incollata lì per sempre dal giorno del primo duello. Il secondo re è il bracconiere, non uno qualsiasi, quello che i compaesani chiamano, appunto, 'il re dei camosci'; sembrerebbe difficile farne un eroe, ma l'innegabile eroica sfida alla crudezza della natura e degli uomini, la percepibile ammirazione per l'altro re, che eppure sta cacciando, come anche la vita solitaria, bandita e distaccata dalla realtà di ogni obbligo dovuto alla società, ce lo fanno accettare con tutti i suoi difetti!Entrambi prossimi al declino, si incontreranno in un giorno dove ognuno dei due avvertirà la certezza che la fine è vicina. La natura è raccontata sensibilmente da entrambi i re, ognuno attraverso la propria particolare percezione. Ed è inevitabile chiedersi, con molta spontaneità, in quale vita Erri De Luca sia stato un camoscio.

 

 
 

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