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LA STRAGE DI PRATO: DICHIARAZIONE DEL SINDACO EMILIANO FOSSI

 

"Questo è un paese che tende a reagire sempre sull'onda emotiva degli avvenimenti. Se è comprensibile sul piano generale, non va bene per la politica, che deve ragionare senza farsi travolgere, e soprattutto deve agire prima che gli avvenimenti diventino tragiche realtà. Che nei capannoni industriali dei cinesi ci siano condizioni di lavoro e di vita vergognose, lo sappiamo tutti, nonostante vent'anni di impegno, lavoro, risorse pubbliche per progetti e politiche per l'integrazione. Così come conosciamo la fragilità del territorio, e tuttavia rimaniamo ogni volta stupiti di fronte alle calamità che accadono inevitabili. E' evidente che la comunità cinese ha regole e modelli sociali propri, che probabilmente derivano dall'organizzazione socio economica del paese di origine, e per questo forse è particolarmente difficile interagire. E' ovvio che è inaccettabile la situazione in cui vivono tanti cittadini cinesi nelle nostra zone ma, tanto per essere chiari, per me è inaccettabile per 365 giorni all'anno. Lo Stato e le istituzioni devono essere inflessibili ma anche l'economia, non più soltanto locale, deve fare un ragionamento rigoroso e davvero innovativo. Dopo vent'anni voglio che sul mio territorio ci siano cittadini soltanto campigiani, non mi interessa da dove vengono ma dico che hanno il dovere di far parte della comunità, di condividere la contemporaneità, di non vivere in enclave che non intendo, culturalmente e socialmente, giustificare in alcun modo. Non nel 2013."

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