1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
 
 

Piazza Dante 36, 50013 Campi Bisenzio - Tel. 055 89591 Fax 055 891965 - comune.campi-bisenzio@postacert.toscana.it

 
 
 
Contenuto della pagina

Profilo della città

Veduta di Campi Bisenzio - foto Marcello Ballerini
 

Campi Bisenzio situata nella piana tra Firenze, da cui dista 6 chilometri, e Prato, si sviluppa su una superficie 28 chilometri quadrati e conta 43.921 abitanti ( 31 dicembre 2010 ). Il gonfalone civico rappresenta un levriero rampante bianco su fondo rosso.

 

Campi Bisenzio è citata da Dante nel canto XXXII dell'Inferno: La valle onde Bisenzio si dichina ..., diventata il titolo di un libro edito dal Comune nel 1994.  Il territorio è attraversato dai fiumi Bisenzio (da cui il nome), Arno (a sud), Ombrone e Marina.

 

Storia di Campi Bisenzio

I primi abitanti del luogo sono stati individuati nei liguri e tutto fa ritenere che la zona, in origine, fosse collegata all'agro fiorentino e sistemata, nella seconda metà del primo secolo a.C., con le centuriazione romana di cui rimangono, ancora oggi, la disposizione stradale a graticola e buona parte della toponomastica.

 

Il borgo agricolo si sviluppò, in modo lineare, lungo il corso del fiume Bisenzio; l'opera di bonifica dei territori durò molti anni e richiese ingenti risorse, e ad essa parteciparono i monaci benedettini insediatisi nei numerosi monasteri. Per molto tempo, soprattutto dopo la disgregazione della centuriazione romana, i territori di Campi Bisenzio furono soggetti a ripetute inondazioni ed allagamenti. L'antico insediamento conobbe una prima crescita già nell'alto Medioevo, Il corso del Bisenzio rappresentò, in quegli anni, il problema maggiore: da un lato importante fonte economica (con i mulini e le gualchiere) e dall'altro origine di continue inondazioni.

 

L'anno mille

L'espansione di Campi si può far datare dall'anno 1000, con il sorgere dei primi agglomerati come San Martino, Santa Maria, San Lorenzo, Capalle, San Piero a Ponti. Il castello di Campi Bisenzio (Castrum Mazzinghorum), già dai secoli VIII e IX, fu feudo dell'antica e potente famiglia di origine tedesca dei Mazzinghi che nel XII secolo costruirono la Rocca. Secondo alcune ricostruzioni storiche Campi fu terra d'origine della rivalità tra Guelfi e Ghibellini dovuta all'epilogo di una festa in onore di Mazzingo Tegrimi de' Mazzinghi terminata in una rissa tra gli Amidei e i Buondelmonti, e ad una successiva lite tra i Buondelmonti e gli Uberti per il venir meno di una promessa di matrimonio.

 

Nella nuova suddivisione del territorio fiorentino avvenuta nel 1292, Campi entrò a far parte del quartiere di Santa Maria Novella (dal 1170 faceva parte del sestiere di San Pancrazio, nella zona di Porta Rossa). Il castello campigiano subì pesanti conseguenze dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini, con le frequenti incursioni di questi ultimi che, dopo la battaglia di Montaperti del 1260, devastarono Campi. Progressivamente i Mazzinghi si spostarono in zone sempre più marginali, e vennero sostituiti da altre famiglie come gli Strozzi (che nel 1295 acquistarono buona parte dei terreni e successivamente anche la Rocca), e i Rucellai. Nei primi decenni del 1300 Campi subì numerose violente inondazioni.

 

Nel 1364, nella guerra tra Firenze e Pisa, Campi fu devastata dai pisani. Fu così che la Repubblica Fiorentina decise un imponente intervento difensivo, ed alla fine del Trecento Campi fu fortificata. Nel 1427 cambiò nuovamente l'ordinamento dei quartieri fiorentini e Campi entrò nella giurisdizione del vicariato di Scarperia che aveva una popolazione di diecimila unità di cui la metà nella sola Campi.

 

Dal 1537, con Cosimo I di Toscana, si aprì per Campi un nuovo capitolo, dopo le distruzioni e i saccheggi dei decenni precedenti. Vennero bonificati numerosi territori e potenziate le vie di comunicazione; venne anche costituita una Magistratura affidata alle maggiori famiglie fiorentine, per i lavori infrastrutturali, strade, ponti, canali, lavori di bonifica. Al censimento generale del 1551 il borgo campigiano risultò avere 3128 abitanti. L'economia si sviluppò rapidamente e prepotentemente, le risorse principali erano date dalla coltivazione di frumento, gelso e lino, mentre stavano affermandosi fiorenti attività legate alla paglia, alle trecce e ai cappelli destinati a diventare, nei secoli successivi, l'attività economica principale della zona, ed alla lana, tanto che numerosi lanaioli di Campi erano iscritti all'Arte della Lana di Firenze.

 

Nel Seicento vennero eseguite molte opere pubbliche, a cominciare dai tagli al Bisenzio e dalle opere di bonifica; l'economia invece vive una forte crisi depressiva, dovuta alle inondazioni, alla malaria ed alle gravi pestilenze che colpirono Campi.

 

Il Settecento rappresenta in Toscana l'epoca delle riforme Leopoldine che, pur dando luogo a numerosi interventi e lavori, tuttavia non riescono a modificare del tutto le condizioni del territorio campigiano al contrario di quanto avvenne altrove. Il 23 maggio del 1744 nasce, dall'unione con Signa e Lecore, il moderno comune di Campi.

 

Nel 1807 iniziò il dominio francese che inserì Campi nel Dipartimento dell'Arno, capoluogo del Cantone che comprendeva, oltre a Campi, Calenzano e Signa, e fu sottoposto alle normative dei funzionari imperiali. Successivamente, con decreto napoleonico, Campi rimase da sola e fu nominato sindaco ("maire"), dai francesi, Rocco Benini che restò in carica a lungo. L'occupazione francese terminò nel 1814.

 

Nel 1846 Campi aveva quasi 9000 abitanti. In quel periodo vennero costruite ville e case, e gli edifici esistenti furono ristrutturati, così come il castello. L'economia, fondata sulla paglia, le trecce e i cappelli, diventò ben presto particolarmente fiorente impiegando in grande parte mano d'opera femminile e sottraendo braccia all'agricoltura che perdeva sempre più peso. Nel 1860 al plebiscito per l'annessione Campi risponde con una massiccia adesione, 2175 favorevoli su 2252 votanti.

 

Nel 1862 il comune prende il nome di Campi Bisenzio.

 

Nel 1871, su progetto dell'architetto campigiano Mariano Falcini commissionato dall'Accademia dei Perseveranti, nacque il teatro Dante, destinato a diventare uno dei "templi" della lirica e della bella musica. Il 20 luglio del 1865 venne insediato il primo consiglio comunale ed iniziò un periodo ricco di interventi in opere pubbliche ed iniziative. Nel 1880 venne inaugurata la linea tranviaria prima a cavalli, poi a vapore di collegamento con Firenze.

 

Il ventesimo secolo

Il ventesimo secolo si apre con lo sciopero delle trecciaiole, un momento che fa da spartiacque nella storia del comune testimoniando, da un lato, la nascita del movimento operaio e, dall'altro, l'avvenuta trasformazione economica del territorio con l'affermarsi dell'industrializzazione. Anche le istituzioni locali vivono i cambiamenti in atto: nel 1920, infatti, i socialisti conquistano il Comune, che governeranno per tre anni, fino alla affermazione del fascismo.

Inizia da questo momento un periodo di forte crisi economica che porta ad un rilevante flusso migratorio di campigiani verso l'estero. Risalgono a quel periodo alcuni lavori pubblici tra cui gli interventi, sul teatro Dante e la Pieve di Santo Stefano. Campi Bisenzio offre un forte contributo alla Resistenza ed alla lotta antifascista, ed è teatro di battaglie ed eccidi.

 

Nel 1944 muore, a Valibona, il partigiano Lanciotto Ballerini, medaglia d'oro al valor militare. Nell'agosto del 1944 San Piero a Ponti fu teatro di una crudele rappresaglia tedesca nella quale furono uccisi tredici cittadini (l'attuale via XIII Martiri ricorda quel fatto); le razzie tedesche continuarono per tutta la ritirata, culminando con l'uccisione della giovane Tosca Fiesoli.

 

La Liberazione avvenne il 2 settembre del 1944. I cittadini campigiani parteciparono attivamente al cambiamento ed alla ricostruzione del Paese: al referendum del 1946 la Repubblica fu scelta da 7324 votanti su 10403. Arnoldo Nesti fu il sindaco della Liberazione.

 

Il dopoguerra lega le sorti economiche e sociali di Campi Bisenzio a Firenze e, soprattutto, a Prato con il decentramento produttivo del tessile. Lo sviluppo economico locale, che si inserisce nel contesto nazionale degli anni Sessanta, porta Campi Bisenzio ad una forte espansione demografica dovuta all'emigrazione, in particolare dal Sud Italia e dalle zone più povere della Toscana.

 

Sugli anni '90 si apre lo scenario di una nuova immigrazione, quella cinese, in particolar modo nella frazione di San Donnino - che opera nel settore produttivo della pelletteria. Oggi l'economia campigiana è caratterizzata da imprese che operano nel terziario avanzato e nella meccanica, e molto forte è il tradizionale tessuto artigianale e commerciale che convive in totale integrazione con aziende di grandi dimensioni e multinazionali.

Dal punto di vista urbanistico, per le modificazioni sociali dal dopoguerra in poi, Campi Bisenzio si presenta oggi come un unico aggregato nel quale vivono le diverse frazioni. Gli anni Novanta hanno visto da parte delle istituzioni e dei cittadini un'attenzione particolare al recupero ed alla valorizzazione del territorio e delle proprie risorse ambientali, culturali e storiche.
A Campi Bisenzio operano decine di associazioni culturali che, oltre a promuovere iniziative e attività lungo tutto l'arco dell'anno, con sagre ed appuntamenti popolari, si dedicano alla conservazione ed alla divulgazione del patrimonio e delle tradizioni storiche. In questi anni l'amministrazione comunale ha recuperato e iniziato il restauro di edifici importanti come il teatro Dante, Villa Montalvo, la Rocca Strozzi, e le decine di tabernacoli sparsi sul territorio che costituiscono una muta testimonianza del tempo passato. Anche i privati hanno contribuito al recupero della storia campigiana: la Misericordia di Campi Bisenzio con Villa Il Palagio, le parrocchie di Santa Maria e di San Donnino (Sant'Andrea a Brozzi) dove sono stati restaurati ed esposti al pubblico importanti dipinti come la Madonna con bambino di Domenico Ghirlandaio ed il quattrocentesco Cristo crocifisso di Giovanni di Francesco.

 
 
Ultima Modifica: 01/06/2016

Piazza Dante 36, 50013 Campi Bisenzio - Tel. 055 89591 Fax 055 891965
Partita Iva 00421110487 - comune.campi-bisenzio@postacert.toscana.it

  1. Valida il codice XHTML della pagina corrente - collegamento al sito, in lingua inglese, del W3C
  2. Valida il codice CSS - collegamento al sito esterno, in lingua inglese, del W3C
  3. Vai alla dichiarazione di accessibilità
  4. Vai alla dichiarazione di accessibilità