
La settima edizione ha visto i compositori cimentarsi in due categorie a sua volta divise in Ragazzi e Adulti.
Il tema di questa edizione è stato: Genitori e figli "l'accoglienza della vita", le opere sono state sottoposte al giudizio di religiose dell'Ordine delle Suore Carmelitane di Santa Teresa composta da: Madre Luisa Angelica Tedeschi, Suor Elisa Fini, Suor Clelia Bucalossi, Suor Emanuela Giordano
Segreteria: Severino Loiero, docente di lettere
Consulenti esterni: Prof.ssa Mara Michelini Alessi, Prof.ssa Myriam Michelini
Le opere della sezione a tema libero sono state sottoposte alla giuria composta da: Pasquale Matrone: docente, scrittore e poeta (Presidente), Riccardo Parigi: docente di lettere e scrittore, Azzarri Alessandra: Giornalista, Mara Faggioli: scrittrice e poetessa, Paola Masini: poetessa
Segreteria: Severino Loiero: docente di lettere, Luigi Locanto: docente di lettere
Ragazzi
Giovani
Adulti
Ragazzi
Giovani
Adulti
1 Classificato
L'ALBERO DELLA VITA
Ero un piccolo seme
nella pancia.
Ero atteso
da mamma e papà.
Ero un germoglio
appena nato.
Ero accudito
da mamma e papà.
Ero una pianticella
irrobustita.
Ero aiutato
da mamma e papà.
Sono un arbusto
ormai frondoso.
Sono guidato
da mamma e papà.
Sarò un albero
grande e forte.
Sarò il sostegno
di mamma e papà.
ALBERTO MENINI
10 anni
Valeggio sul Mincio (VR)
2 Classificato
CAMMINO DELLA VITA
Io sono una piccola vela
nel mare della vita.
Mamma, sei l'onda
che mi tiene a galla,
e tu papà, sei il vento
che mi guida
nella giusta direzione.
Sono felice,
galleggio sicura,
nelle tempeste
sarete con me.
GIADA ZANONI
10 anni
Monzambano (MN)
3 Classificato
LA MIA VITA
Nel mio cuore che sussulta,
c'è la vita a me donata.
Mio padre e mia madre,
con amore me l'hanno data.
Sono il bocciolo di una pianta,
che cresce retta e dritta.
Questa pianta è la più importante,
questa pianta si chiama vita.
Non sprecarla tienila con cura,
che il cammino della vita è duro.
I miei genitori già lo sanno,
e nel cammino della vita,
una mano mi daranno.
ALBERTO VALBUSA
10 anni
Valeggio sul Mincio (VR)
1 Classificato
GENITORI MIEI
Roccia sicura
ultimo appiglio
rifugio nascosto
cassaforte inviolata
per i miei segreti
angelo silenzioso
che mi insegna il volo
padre mio sei tu
Maestra di vita
cura per tutte le ferite
sole dopo tutte le tempeste
sorriso dopo tutte le lacrime
versate e trattenute
per non darti dispiacere madre mia sei tu
Miniera d'affetto
oasi di pace
fonte di felicità
oceano di amore
marea di sincerità
genitori miei siete proprio voi.
SARA DALGAL
13 anni
Valeggio sul Mincio (VR)
2 Classificato
SEMPLICI METAFORE
Il raggio di sole che mi accarezza il viso
e me lo rende sorridente e allegro.
La voce cara che mi augura
un buon dì e "in bocca al lupo"!
Il bacio che mi toglie la tristezza
e mi riporta il buon umore.
La candela che resta sempre accesa
per poter vegliare senza tregua su di me.
La fonte inesauribile di amore e tenerezza.
Il firmamento di una notte d'estate
impregnato di bene e di tanto amore.
Delle semplici metafore? No! Sbagli!
Son solo delle timide prove per definire
la parola GENITORE.
CRISTINA-OANA ION
14 anni
Bucarest, Romania
3 Classificato
CI SONO ALBERI
I genitori che donano la vita
sono come alberi
pieni di forza e vigore
e trasmettono la linfa
ai fiori
che saranno frutti.
Ci sono alberi aridi
senza linfa per i frutti
e i frutti secchi
inesorabilmente
a terra.
VALENTINA ZAMBONI
12 anni
Valeggio sul Mincio (VR)
1 Classificato
DONO DI UNA MADRE AL FIGLIO
Avevamo sognato questo figlio con tutta la nostra forza,
con tutto il nostro amore,
avevamo lottato contro correnti che cercavano di
separarci,
avevamo stretto i denti e finalmente eravamo in procinto
di creare
UNA NOSTRA FAMIGLIA.
Finalmente giungemmo all'ultimo mese di gravidanza,
i dottori dicevano che tutto sarebbe andato bene,
ma il destino si stava già sfregando le sue putride mani,
un destino avverso, malato che rideva delle nostre disfatte.
L'amore tra me e mia moglie era la mia unica ragione di
vita,
il nostro bambino sarebbe stato il frutto di questo grande
amore.
Ad un tratto una voce nemica: "Ci sono state
complicazioni",
camici bianchi entrano ed escono come impazziti,
voci che si sommano ad altre,
camici sporchi di sangue,
luci rosse quasi come il demonio stesse per arrivare,
il caos...
poi ad un tratto...il SILENZIO.
Un medico viene verso di me...
non c'è nulla da dire...
non ci sono parole...
Il dolore si scontra con la novità,
la morte con la vita.
Tutti sappiamo che la vita è una scelta...e mia moglie quel
giorno SCELSE.
L'amore che ho per lei,
quell'amore che mai ho lasciato, mai ho dimenticato,
lo trasmetto sempre a mio figlio.
Sulla lapide una scritta:
"accolse la vita dentro di sé
donò la sua vita per permetterne un'altra"
e sotto un foglietto scritto a pennarello:
"Alla mia mamma volata in cielo,
buona festa della mamma. TVB, Nicola".
LAURA POGGI
Arezzo
2 Classificato
ATTESA
Ad un bambino che nascerà
È attesa.
Attimi incompiuti
di silenzio
in questo spazio
in questo tempo
in questa polvere
primitiva
di clessidra
nel vortice
degli abissi
di suoni ed ombre.
Nella luce
ti attendono
candidi sguardi
attoniti
nel trepidante
innocente stupore
del miracolo
della vita.
ROSSANA CALINI
Firenze
3 Classificato
STORIA D'AMORE
A mio padre
Mi raccontava che da giovinetto
aveva un sogno chiuso nel cassetto.
Il desiderio di fare il padre
custodiva, geloso, nella mente.
E padre è stato...
nel profondo del cuore
prima che biologicamente.
Con le sue mani
mi ha portato alla luce,
ha pianto di gioia
al mio primo vagito,
poi non mi ha mai lasciato.
Ha seguito ogni mio passo
sempre vigile, presente,
ma anche severo,
rigoroso ed esigente.
Mi ha insegnato l'impegno e l'orgoglio,
l'amor proprio e l'umiltà,
mi ha dato esempio di sacrificio ed onestà.
Sentivo d'essere il suo bene più grande
e ciò mi rendeva ricca, importante.
Eppure ha lasciato che prendessi il volo
e solo la stretta del suo abbraccio
mi diceva che si sentiva più solo.
Anch'io cullavo un sogno
nel profondo del mio cuore:
continuare con mio figlio
la sua meravigliosa storia d'amore.
MAURA BIONDI
Campi Bisenzio (FI)
1 Classificato
LA MIA SORELLINA
Piange
e sono felice,
grida
e sono contento,
gioca con me
e salto di gioia,
mi cerca con gli occhi,
le do una carezza.
È da poco che c'è
la cosa più bella
che ci sia per me.
KEVIN MAZZI
10 anni
Valeggio sul Mincio (VR)
2 Classificato
È TUTTO VIVO
È tutto vivo
quello che vedo:
l'albero che dorme
e poi mette
le foglioline nuove,
la gatta e i suoi gattini
la mamma e i suoi bambini!
GUGLIELMO INNOCENTI
8 anni
Campi Bisenzio (FI)
3 Classificato
L'AUTUNNO
Il vento soffia come un ruggito
di un leone,
le foglie cadono come goccioline
di pioggia
e i tuoni urlano come bambini
che stanno male e
vivono in ospedale.
In autunno siamo tutti tristi
come cuccioli abbandonati
per le strade, tutte umide
e bagnate.
ELENA CICCHETTI
10 anni
Campi Bisenzio (FI)
1 Classificato
VIVI LA VITA E I SUOI MOMENTI
Cogli il profumo
di ogni fiore
perché non tarderà l'autunno...
Cogli ogni tenue sfumatura rosea dell'alba
e ogni raggio d'oro della giornata
perché non tarderà il tramonto...
Cogli ogni momento della vita
perché
per quanto bello o brutto sia,
per quanto semplice e inutile possa sembrare
o anche faticoso e difficile,
sarà sempre ricordo e gioia del tuo futuro,
sarà sempre unico e insostituibile...
Coglilo perché presto verrà
il tetro autunno e
rimpiangerai
gli immensi prati verdi
ormai fangosi e bagnati.
Coglilo perché presto verrà
il tramonto e
rimpiangerai
i raggi d'oro del sole
ormai celati e lontani
ormai passati e divisi
da monotone nubi grigie...
MARIA ROSA PASQUALI
13 anni
Valeggio sul Mincio (VR)
2 Classificato
VENTO DI RISPOSTE
Ecco... il tramonto,
le sue sfumature si
fanno respirare mescolate
ad odori lontani...
Corrono, nudi, tra
rovi e scorpioni con
lo sguardo profondo,
oscuro, senza tempo.
Nulla sfugge al loro sentire di bambini
adulti...
Rossa la terra, rosso il sangue,
rosso il sole...Voglio spogliarmi
di me stessa,
voglio fondermi con
i suoni, tramutarmi
nel silenzio misterioso delle stelle, voglio
attraversare ogni
cosa accompagnata
dal vento, voglio
vivere il contemplare
mistico della luna
e divenire cibo per coloro
che hanno fame.
Luce per coloro
che non vedono...
In sabbia voglio trasformarmi per
essere suolo dei loro passi...
Dodoma, Tanzania, 7 agosto 2005
MAGDA TONTINI
18 anni
Arezzo
3 Classificato
MARE
Mare,
tu che convivi con la notte e il giorno,
abbacinato dal sole e dalla luna,
culli col perpetuo canto delle onde
il mio silenzio di libertà.
Mare,
tu che sei ammantato di cielo,
con le tue onde schiumose e imponenti
susciti l'ammirazione dei gabbiani,
piccoli fiocchi di luce.
Mare,
tu che mostri il tuo splendore con forza,
accarezzi la vita con la brezza leggera
e nascondi tra le onde
i sogni smarriti.
JESSICA DI STEFANO
Campi Bisenzio (FI)
1 Classificato
TI RACCONTO IL LAGO
Ti racconto il lago che
ha rinnovato sponde innocenti
là dove il tratturo si inerpica
a ridosso di brusche impennate
fra siepi di lentisco
che giocano a nascondere
campanili di chiese
dalle bianche facciate.
Tu salivi con me
ansimando un poco
- sono tutte in salita
Signore, le tue strade -
pietra su pietra
fino alla casa di Dio sulla scogliera
alla sua parola
che dispiega cieli
anche in questo fazzoletto di terra...
Come pula che il vento disperde
e dovunque si posa
l'antica paura ci è compagna
ad ogni varco ignoto,
ma ai piedi della Croce
in questo spazio
che respira l'eterno,
si intrufolano gli angeli
a traversare
leggeri,
in punta d'ala,
il dimesso orizzonte che ci è proprio.
SIMONETTA LAZZERINI DI FLORIO
Firenze
2 Classificato
L'ALBERO
Non è fiorito questa volta l'albero
che ci donammo per il nostro giardino,
scommettevamo chi sarebbe stato
a vivere più a lungo di noi tre.
Ora che di quell'albero ci resta
solo un forte bagliore alla finestra,
che la morte sia questo ci sorprende:
la luce intensa dove c'era un'ombra.
Sono stato altre volte in un paese
abbacinato dove per le strade
tutto quello che manca è ciò che hanno
e la vita s'attacca
inutilmente ma così com'è.
TINO TRAINA
Partanna (TP)
3 Classificato
TI DONERÒ FUCILI
Ti donerò, figliolo, i miei fucili,
perché la guerra si esaurisca in gioco
e tu non sia, da grande, tra quei vili
vestiti di pace, ma celanti il fuoco.
Ti insegnerò le strategie di agguati
a tutti i mostri della fantasia,
perché, finito il gioco dei soldati,
paura non insidi la tua via.
E fingerò la morte in un sorriso,
risorgerò, ridendo, sotto il fuoco
del tuo fucile innocuo e quel sorriso
trasformerà tanto dolore in poco.
Imparerai ad amare una bandiera,
un ideale, nel valor di pace
e quando sarai grande io sarò fiera
per quell'umanità che in cuor tuo giace.
Ispirata al saggio "Lettera al figlio", di Umberto Eco
(in Diario minimo)
LAVINIA CIOLI
Montecatini Terme (PT)