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Piazza Dante 36, 50013 Campi Bisenzio - Tel. 055 89591 Fax 055 891965 - comune.campi-bisenzio@postacert.toscana.it

 
 
 
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IMU - Imposta Municipale Propria

 
 

Principali novità

 

SCADENZA PAGAMENTO ACCONTO 2018
LUNEDI' 18 GIUGNO 2018 scade il termine per il pagamento dell'acconto IMU / TASI 2018.
Infatti la scadenza ordinaria sarebbe il 16 giugno, che però cade di sabato, quindi opera la proroga di cui all'art. 6 comma 8 del DL 330/1994 (convertito con modifiche dalla legge 473/1994)

Qui sotto vi è il collegamento al programma che permette di calcolare quanto dovuto e di stampare il modello F24; inserendo nell'apposita finestra la corretta tipologia di immobile, il programma determina automaticamente se l'imposta dovuta è l'IMU o la TASI.
Lo stesso programma consente anche di calcolare il pagamento da effettuare a titolo di ravvedimento operoso per acconto IMU/TASI 2017 (fino al 16 giugno 2018) o saldo IMU/TASI 2017 (fino al 18 dicembre 2018).

 
 

  1. Generalità
  2. Soggetti passivi
  3. Presupposto dell'imposta e disciplina dell'abitazione principale
  4. Esclusioni ed esenzioni
  5. Base imponibile
  6. Dichiarazione
  7. Calcolo dell'acconto 2018
  8. Calcolo del saldo 2018
  9. Ripartizione del gettito e modalità di pagamento
  10. Per chi si è dimenticato di pagare: il ravvedimento operoso
  11. Che fare se si riceve un avviso di accertamento comunale
  12. Informazioni e modulistica
 
 

Generalità


L'imposta municipale propria (IMU) è stata prevista dal decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 e istituita dal decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n°214.
Tale disciplina è stata successivamente modificata o integrata da numerosi provvedimenti legislativi.
 
Con deliberazione di Consiglio Comunale n. 68 del 20/05/2014 è stato approvato il Regolamento Comunale per la disciplina della Imposta Unica Comunale (IUC), il cui capo II disciplina l'IMU, sostituendo il precedente regolamento IMU.
Tale modifica è stata resa necessaria dall'entrata in vigore della legge 27 dicembre 2013, n. 147, con cui è stata istituita a decorrere dal 2014 la imposta unica comunale (IUC), che riunisce tre distinti tributi, cioè appunto l'IMU, la TARI (che sostituisce la TARES, applicata nel 2013) e la TASI (istituita a partire dal 2014).

 
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Soggetti passivi


In generale il soggetto passivo (cioè, chi deve pagare l'imposta) è il proprietario dell'immobile, per il periodo e la quota di possesso. Le principali eccezioni (soggetti passivi IMU che non sono proprietari) sono:

  1. coniuge assegnatario dell'ex casa coniugale;
  2. titolare di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie;
  3. locatario, in caso di locazione finanziaria di fabbricati (leasing);
  4. concessionario di aree demaniali.

Le modificazioni del soggetto passivo devono essere oggetto di dichiarazione su modello ministeriale qualora riguardino:
1) aree edificabili;
2) immobili diversi dalle aree edificabili, se l'Ufficio non può desumerle dalle visure catastali o dalle successioni: è il caso, per esempio, dei numeri 1, 3 o 4 visti sopra, oppure dei seguenti casi:

  • vedovo/a che diviene titolare per legge del diritto di abitazione sulla quota della residenza coniugale di proprietà del coniuge deceduto, ed è quindi soggetto passivo;
  • successioni in favore di minorenni, nel qual caso sono soggetti passivi gli usufruttuari legali, di solito i genitori (che perciò pagano in nome proprio, non in nome del minore).
 

IMPORTANTE - l'imposta dev'essere pagata dai soggetti passivi secondo le rispettive quote, non potendo i contribuenti accordarsi per pagare con criteri diversi da quelli di legge.

 
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Presupposto dell'imposta e disciplina dell'abitazione principale


Il presupposto dell'IMU è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa.

 

Ai fini dell'individuazione del presupposto d'imposta:
- fabbricato è l'unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l'area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all'imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui e' comunque utilizzato;
- area fabbricabile è l'area utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione della Regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo, ovvero in base alle possibilita' effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell'indennita' di espropriazione per pubblica utilità;
-  terreno agricolo è il terreno adibito all'esercizio delle attivita' indicate nell'articolo 2135 del codice civile.

 

Regole particolari si applicano se il fabbricato è l'abitazione principale del soggetto passivo.
Infatti in tal caso il fabbricato, con le relative pertinenze:
1) se si tratta di un'abitazione principale "di lusso", cioè censita nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9, è escluso da TASI e sottoposto a un regime agevolato IMU (vedi sotto)
2) se è un'abitazione principale "non di lusso" è escluso da IMU ed esente da TASI.

In ogni casol'abitazione può considerarsi abitazione principale, usufruendo del relativo trattamento agevolato, solo se si tratta di 'immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmentee risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi ma tutti situati a Campi Bisenzio, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.
Il trattamento agevolato previsto per l'abitazione principale di lusso si estende alle pertinenze, ma solo se classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, e nella misura massima di una pertinenza per ciascuna di tali tre categorie. Il carattere pertinenziale del fabbricato ricorre se esso è destinato ed effettivamente utilizzato in modo durevole al servizio dell'unità immobiliare principale, e a condizione che il soggetto passivo sia proprietario o titolare di diritto reale di godimento, anche se in parte, sia dell'abitazione sia della pertinenza. In caso di pertinenzialità non si deve presentare la dichiarazione ministeriale. Al fine di evitare equivoci e conseguenti perdite di tempo, il contribuente ha comunque facoltà di presentare al Comune una dichiarazione su apposita modulistica comunale, in tutti i casi dubbi e ove la pertinenzialità non sia già stata comunicata al Comune ai fini ICI negli anni precedenti, oppure qualora tale comunicazione non sia più adeguata, come nel caso in cui fossero state considerate pertinenziali più di una unità per ciascuna delle suddette categorie.
Si considera direttamente adibita ad abitazione principale, con applicazione del relativo regime agevolativo, l'unità immobiliare (e relative pertinenze) posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o da disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito ricovero permanente, a condizione che la stessa risulti non locata. Per accedere all'agevolazione è tuttavia necessario presentare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà al Comune, usufruendo della modulistica comunale approvata e indicando la data di decorrenza dell'agevolazione, entro il 31 marzo dell'anno successivo. La dichiarazione vale anche per gli anni successivi, se permangono i requisiti per usufruire di tale agevolazione; la perdita dei requisiti deve essere dichiarata al Comune con analoghe modalità.
Inoltre a partire dal 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso.
Il ricorrere e il venir meno di tale esenzione deve essere oggetto di dichiarazione sul modello ministeriale.

 
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Esclusioni ed esenzioni


Non rientrano nel campo applicativo dell'IMU, come detto, l'abitazione principale non di lusso e le relative pertinenze.

Inoltre sono esenti dall'IMU, in virtù di varie norme speciali:

  • unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, comprese quelle destinate dalle stesse cooperative a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al requisito della residenza anagrafica;
  • fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del Ministro delle Infrastrutture 22/04/2008, pubblicato nella G.U. n. 146 del 24/06/2008;
  • un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'art. 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
  • fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all'articolo 13, comma 8, del decreto-legge n. 201 del 2011;
  • fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e purchè non siano locati (immobili-merce).
  • gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, da regioni, province, comuni, comunità montane, consorzi fra detti enti, enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente a compiti istituzionali.
  • i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
  • i fabbricati con destinazione ad usi culturali (art.5-bis D.P.R. 601/73);
  • i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto, purchè compatibile con le disposizioni degli art. 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
  • gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'art. 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica (dal 2014), didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'art. 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222. In caso di utilizzazione mista (non esclusiva) l'eventuale variazione catastale, volta a rendere autonoma l'unità immobiliare nella quale è esercitata l'attività, ha effetto fiscale soltanto a partire dall' 1/1/2013 - art 91-bis, comma 2, legge 24/3/2012 n. 27. Qualora non sia possibile l'accatastamento autonomo, l'esenzione si applica in proporzione all'utilizzazione non commerciale dell'immobile, come risulta da apposita dichiarazione;
  • terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola.
 

Se l'immobile acquista o perde il diritto all'esenzione deve essere sempre presentata la  dichiarazione su modello ministeriale.

 
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Base imponibile


La base imponibile dell'IMU è costituita dal valore dell'immobile, calcolato con criteri diversi secondo il tipo di immobile:

A) VALORE DEI FABBRICATI

Per i fabbricati iscritti in catasto la base imponibile è il valore catastale, ottenuto applicando alla rendita catastale, vigente al 1° gennaio dell'anno di imposizione e rivalutata del 5 per cento, i seguenti moltiplicatori:

  • 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A (escluse A/10) e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7;
  • 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5;
  • 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati della categoria catastale D/5;
  • 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

ESEMPIO 1: abitazione categoria A/1, rendita catastale € 800,00: la rendita catastale rivalutata è pari a € 840,00  (800,00 + 5%), il valore catastale è pari a € 134.400,00  (840,00 x 160)
ESEMPIO 2: fabbricato categoria D/1, rendita catastale € 1000,00: la rendita catastale rivalutata è pari a € 1.050,00  (1000,00 + 5%), il valore catastale è pari a € 68.250,00 (1.050,00 x 65 = 68.250)

 

Regole particolari vigono per il calcolo del valore dei fabbricati del gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.
 
Per verificare la rendita catastale dei propri fabbricati è possibile consultare questo collegamento ipertestuale dell' Agenzia del Territorio, oppure recarsi direttamente all'Agenzia stessa (Via dell'Agnolo 80 - Firenze), oppure usufruire dei CAAF o di privati abilitati.
 
La base imponibile è ridotta del 50 per cento:

  1. per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (agevolazione cumulabile con quelle per abitazione principale, se sussistono i requisiti): per usufruire di tale agevolazione deve essere presentata la dichiarazione su modello ministeriale;
  2. per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni. L'inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto, non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria. L'agevolazione non è riconoscibile: allorché il fabbricato sia occupato, o comunque utilizzato; allorché il fabbricato non sia mai stato agibile o abitabile; allorché il fabbricato sia oggetto di lavori di demolizione o di recupero edilizio. L'inagibilità o inabitabilità è accertata dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, redatta su apposita modulistica comunale, che ha validità a decorrere dalla presentazione, salvo che in essa non si adducano fatti già documentalmente noti all'amministrazione;
  3. a partire dal 2016, per le abitazioni non di lusso e cioè non classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9: per usufruire di tale agevolazione deve essere presentata la dichiarazione su modello ministeriale. NB: il Comune di Campi Bisenzio nel 2016 e nel 2017 ha approvato un'aliquota agevolata del 7,6 x 1000 per le unità immobiliari non di lusso concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che sia presentata l'istanza al Comune su apposita modulistica. Quindi il requisito statale è più restrittivo di quello comunale: se è rispettato il solo requisito comunale spetta soltanto l'aliquota ridotta del 7,6 x 1000, se è rispettato anche l'ulteriore requisito previsto dalla legge statale spettano l'aliquota ridotta e anche il dimezzamento della base imponibile.

Deve essere oggetto di dichiarazione, redatta su modello ministeriale, il venir meno delle condizioni per usufruire delle suddette tre riduzioni.

 
 

B) VALORE DELLE AREE FABBRICABILI
 
Il valore delle aree fabbricabili è quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Tale valore, diversamente da quanto accade per i fabbricati e per i terreni, non è desumibile dalla consultazione degli atti catastali.

In caso di utilizzazione edificatoria dell'area, di demolizione di fabbricato, di interventi di ristrutturazione edilizia, restauro o risanamento conservativo, la base imponibile dell'imposta è costituita dal valore dell'area (che in tal caso è sempre considerata fabbricabile), senza computare il valore del fabbricato in corso d'opera: questo fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.

Le variazioni relative ad aree edificabili (terreno agricolo che diviene edificabile, utilizzazione edificatoria dell'area, atti costitutivi, traslativi o modificativi del diritto, variazioni del valore venale, ecc.) sono tutti oggetto di dichiarazione su modello ministeriale (contenente l'identificativo catastale di ciascuna area, evitando di indicare valori riferiti a un'aggregazione di più aree).

Ai sensi dell'articolo 14 del Regolamento Comunale per la disciplina della Imposta Unica Comunale (IUC), per il 2014 il Comune di Campi Bisenzio- allo scopo di ridurre l'insorgenza del contenzioso e di fornire un ausilio al dichiarante - ha stabilito, per zone omogenee, i valori venali medi in comune commercio delle aree fabbricabili (vedi link seguente).
Non sono state approvate analoghe deliberazioni per gli anni dal 2015 in poi.

 
 

C) VALORE DEI TERRENI AGRICOLI

Il valore dei terreni agricoli è ottenuto applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento, un moltiplicatore pari a 135.
ESEMPIO 3: terreno con reddito dominicale € 100,00: il reddito dominicale rivalutato è pari a € 125,00 (100,00 + 25%), il valore è pari a € 16.875,00 (125,00 x 135)

A decorrere dal 2016 sono esenti dall'IMU i terreni agricoli posti a Campi Bisenzio, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola. Le aree fabbricabili possedute e condotte da tali soggetti sono considerate terreni agricoli.
Per usufruire di tale esenzione deve essere presentata la dichiarazione, su modello ministeriale, sia quando si acquista sia quando si perde il diritto a essa.

 
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Dichiarazione


I soggetti passivi devono presentare la dichiarazione sull'apposito modello ministeriale entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta: per esempio, le dichiarazioni IMU per variazioni avvenute nel 2015 dovevano essere presentate entro il 30 giugno 2016.
La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati, da cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta.
La dichiarazione deve essere presentata utilizzando l'apposito modello approvato dal Ministero dell'Economia; il modello e le relative istruzioni sono scaricabili nella pagina Modulistica IMU.

 

Nelle istruzioni ministeriali sono indicati i casi principali in cui deve essere presentata la dichiarazione.
In generale l'obbligo dichiarativo sorge qualora l'immobile usufruisca di riduzioni d'imposta in base alla normativa statale, oppure quando il Comune non può acquisire l'informazione attraverso la consultazione della banca dati catastale, come per esempio:

  • leasing;
  • variazioni relative ad aree edificabili;
  • dimezzamento della base imponibile per immobili di interesse storico o artistico;
  • dimezzamento della base imponibile per comodato, nei casi previsti dalla legge;
  • usufrutto legale dei genitori sull'immobile del minorenne;
  • diritto di abitazione del coniuge sulla casa coniugale;
  • concessione amministrativa di aree demaniali;
  • riunione di usufrutto;
  • immobile posseduto da persone giuridiche interessate da fusione, incorporazione, scissione;
  • immobile venduto all'asta giudiziaria, o nell'ambito di procedure concorsuali.
 

Restano valide le dichiarazioni presentate ai fini ICI, in quanto compatibili.

Non deve essere presentata la dichiarazione ministeriale IMU, ma la specifica modulistica approvata dal Comune, per ottenere l'agevolazione relativa a inagibilità/inabitabilità dei fabbricati, per ottenere o cessare l'agevolazione per unità immobiliari non locate e possedute a titolo di proprietà o usufrutto da anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, per ottenere o cessare le agevolazioni concesse dal Comune.

 

Inoltre gli enti non commerciali devono presentare un'unica dichiarazione sia per l'IMU sia per la TASI, su specifica modulistica ministeriale (non quindi, la generica dichiarazione ministeriale IMU), esclusivamente per via telematica, entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione d'imposta.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2014 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 26 giugno 2014, di approvazione del modello con le relative istruzioni.
La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta.
La dichiarazione riguarda gli immobili per i quali è prevista l'esenzione di cui all'articolo 7, comma 1, lettera i), del Dlgs n. 504 del 1992 (attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, oltre a quelle di ricerca scientifica a partire dal 2014).
La dichiarazione tratta anche i casi di imponibilità parziale degli immobili in questione, secondo quanto previsto dal dl 1/2012, art.91-bis.

 
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Calcolo dell'acconto 2018


L'imposta dovuta per l'intero anno 2018 si ottiene applicando alla base imponibile (considerando la quota di possesso) le varie aliquote approvate dal Comune per tale anno. Si deve poi sottrarre dal risultato l'eventuale detrazione, ove spettante.
Se si deve pagare solo per una parte dell'anno, si deve proporzionare l'imposta dovuta ai mesi di possesso; si considera dovuto per intero il mese nel quale si è avuto un possesso di almeno 15 giorni (ad esempio, fabbricato venduto il 20 del mese).

L'imposta complessivamente dovuta per l'intero anno deve essere divisa in due rate di eguale ammontare, in acconto e a saldo, e l'acconto IMU 2018 deve essere pagato entro il 18 giugno 2018.
Il contribuente può anche versare entro il 18 giugno 2018 tutta l'imposta in un'unica soluzione.
Regole particolari disciplinano il pagamento per gli enti non commerciali (ENC).

Con la deliberazione del Consiglio comunale n°240 del 30.11.2017, immediatamente eseguibile, sono state approvate le aliquote dell'Imposta municipale propria (IMU) che si applicano a Campi Bisenzio per l'anno 2018, come da tabella seguente:

 
Tipo
aliquota
Aliquota base
1,06%
aliquota ridotta per abitazione principale di lusso, ossia classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, e relative pertinenze classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura di una sola unità pertinenziale per ogni categoria catastale
0,48%
aliquota agevolata per abitazioni locate a canone concordato ai sensi dell'art. 2 comma 3 della legge 9.12.1998 n°431, incluse le relative pertinenze, dando atto che l'agevolazione è accordata a condizione che il proprietario entro il 31 dicembre 2018 produca il contratto di locazione conforme ai requisiti di cui all'art. 2 comma 3 della legge 9.12.1998 e relativa normativa applicativa, o presenti idonea dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, su modulistica predisposta dal Comune e fermo restando in tal caso il potere di verifica dell'Ufficio sulla veridicità di quanto dichiarato. L'agevolazione decorre dalla data del contratto di locazione. Rimangono valide le istanze presentate negli anni precedenti, senza necessità di nuova presentazione, in caso di permanenza dei requisiti richiesti
0,76% con riduzione dell'imposta al 75%, come previsto dall'art. 1 comma 53 della legge n°208/2015
aliquota agevolata per immobili a uso abitativo non di lusso (categorie catastali A2, A3, A4, A5, A6, A7 e relative pertinenze C2, C6 e C7, limitatamente a un'unità immobiliare per ciascuna categoria) posseduti da soggetti passivi che attribuiscono l'immobile in comodato, con contratto regolarmente registrato, a parenti entro il 1° grado che ivi abbiano la residenza a condizione che il proprietario entro il 31 dicembre 2018 produca il contratto di comodato o presenti idonea dichiarazione sostitutiva di notorietà, su modulistica predisposta dal Comune e fermo in tal caso il potere di verifica dell'Ufficio sulla veridicità di quanto dichiarato. L'agevolazione è accordata a decorrere dalla data in cui il comodatario acquisisce la residenza o, se già residente, dalla data del contratto. Rimangono valide le istanze presentate negli anni precedenti, senza necessità di nuova presentazione, in caso di permanenza dei requisiti richiesti
0,76%
aliquota agevolata per la fattispecie prevista dall'art. 13, comma 3, lettera Oa) del D.L. n°201/2011 come modificato dalla legge n°208/2015 (legge di stabilità 2016), ossia "per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; ai fini dell'applicazione delle disposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cui all'articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23"
0,76% con riduzione del 50% della base imponibile
aliquota agevolata per immobili a uso abitativo non di lusso (categorie catastali A2, A3, A4, A5, A6, A7 e relative pertinenze C2, C6 e C7, limitatamente a un'unità immobiliare per ciascuna categoria) locati dal proprietario al Comune in applicazione della deliberazione del C.C. n. 224 del 25/11/1996, o comunque messi a disposizione del Comune nell'ambito di progetti finalizzati alla riduzione del disagio abitativo. L'agevolazione è accordata a decorrere dalla data del contratto di locazione.
0,56%
aliquota agevolata per immobili a uso abitativo non di lusso (categorie catastali A2, A3, A4, A5, A6, A7 e relative pertinenze C2, C6 e C7, limitatamente a un'unità immobiliare per ciascuna categoria) locati con le caratteristiche rispondenti ad apposito bando previsto dal Comune per la riduzione del disagio abitativo. L'agevolazione è accordata a decorrere dalla data del contratto di locazione.
0,46%
 

Per usufruire delle aliquote agevolate allo 0,48%, allo 0,56% o allo 0,46% non occorre presentare modelli, perché i dati sono acquisiti d'ufficio.
Per usufruire delle aliquote agevolate comunali per canone concordato, o per comodato privo degli ulteriori requisiti statali, occorre presentare entro il 31 dicembre 2018 l'apposita modulistica comunale.
Per usufruire dell'aliquota agevolata dello 0,76% con riduzione al 50% della base imponibile - per i comodati aventi i requisiti statali - occorre presentare la dichiarazione IMU entro il 30 giugno dell'anno successivo.

 

In due casi è riconosciuta una detrazione d'imposta, che dev'essere sottratta dall'imposta lorda:

1) ABITAZIONE PRINCIPALE DI LUSSO
L'abitazione principale di lusso e le relative pertinenze oltre all'aliquota ridotta godono anche di una detrazione, infatti dall'imposta dovuta si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, € 200,00.
Si noti che la detrazione per abitazione principale:

  • È riconosciuta, così come l'aliquota agevolata, solo per il periodo dell'anno durante il quale sussiste la destinazione ad abitazione principale. Per esempio, se l'abitazione è acquistata il 2 marzo ma la residenza è acquisita il 10 luglio, si potrà usufruire della detrazione  solo per i sei mesi luglio-dicembre; per i mesi marzo-giugno dovrà applicarsi l'aliquota ordinaria;
  • qualora l'abitazione sia in comproprietà, spetta in parti uguali a tutti i comproprietari residenti: per esempio se è di proprietà per 1/3 di un coniuge e per 2/3 dell'altro, ed è per entrambi abitazione principale, la detrazione spetta per 1/2 a ciascuno. Se un solo comproprietario vi risiede, la detrazione spetta per intero a lui.

2) ALLOGGI REGOLARMENTE ASSEGNATI DAGLI IACP O DAGLI ENTI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA COMUNQUE DENOMINATI, AVENTI LE STESSE FINALITA' DEGLI IACP
A queste unità immobiliari spetta la sola detrazione base di € 200,00, e non anche l'aliquota ridotta per l'abitazione principale. Per usufruire dell'agevolazione è necessario presentare la dichiarazione su modello ministeriale.

 

ESEMPI DI CALCOLO

 

Riprendendo l'ESEMPIO 1 sopra visto: abitazione categoria A/1, rendita catastale € 800,00,  rendita catastale rivalutata  € 840,00, valore catastale € 134.400,00, posseduta a metà dai coniugi:
- l'imposta dovuta da ciascun coniuge, applicando l'aliquota comunale dello 0,48%, è € 222,56
 [(134.400,00 valore catastale x 0,48% aliquota comunale 2015 x 50% quota possesso) - (€ 100,00 detrazione ) = 222,56];

-  l'acconto e il saldo, spettanti interamente al Comune (vedi sotto), sono entrambi pari a € 111,28 (222,56 : 2);
 
Riprendendo l'ESEMPIO 2 sopra visto: fabbricato categoria D/1, rendita catastale € 1000,00, rendita catastale rivalutata € 1.050,00, valore catastale  € 68.250,00:
- poiché l'immobile è un fabbricato appartenente al gruppo catastale D, il dovuto deve essere ripartito fra Stato e Comune;
- l'imposta dovuta, applicando l'aliquota comunale dello 1,06 %, è pari a € 723,45 (68.250,00 valore catastale x 1,06% aliquota comunale = 723,45);
- di tale imposta dovuta,tenuto conto della riserva statale di gettito dello 0,76% (vedi sotto), la quota statale risulta pari a € 518,70 (68.250,00 valore catastale x 0,76% aliquota per riserva statale di gettito = 518,70), mentre la quota comunale risulta pari a € 204,75;
-  quindi l'acconto e il saldo spettanti allo Stato sono entrambi € 259,35 (518,70 : 2 = 259,35), quelli spettanti al Comune sono entrambi € 102,38 (204,75 : 2 = 102,38);

Riprendendo l'ESEMPIO 3 sopra visto: terreno con valore catastale € 16.875,00
- l'imposta dovuta, applicando l'aliquota comunale dello 1,06%, è pari a € 178,87;
- l'acconto e il saldo, spettanti interamente al Comune (vedi sotto), sono entrambi pari a € 89,44 (178,87 : 2).

 
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Calcolo del saldo 2018


 

Per il calcolo del saldo IMU 2018, vedi quanto già riportato nel paragrafo "Calcolo dell'acconto 2018".
Il saldo IMU 2018 deve essere pagato entro il 17 dicembre 2018 (il 16 dicembre è domenica).

 
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Ripartizione del gettito e modalità di pagamento


 

Il gettito dell'IMU non è incassato tutto dal Comune ma è ripartito fra il Comune e lo Stato, infatti:

  • deve essere versata in parte allo Stato e in parte al Comune l'imposta relativa ai fabbricati ricadenti nel gruppo catastale D. Per tali fabbricati è riservata allo Stato la quota d'imposta calcolata con l'aliquota dello 0,76%, mentre è riservata al Comune la quota d'imposta calcolata con l'aliquota dello 0,30%;
  • deve essere versata interamente al Comune l'IMU relativa agli immobili diversi dai precedenti (fabbricati non ricadenti nel gruppo catastale D, terreni, aree edificabili);
 

Il versamento da parte del contribuente può essere effettuato:

  • tramite modello F24 presso banche e uffici postali, o per via telematica. Il modello F24 contiene una specifica sezione dedicata all'IMU, denominata "Sezione IMU e altri tributi locali".

Gli stampati in bianco possono essere scaricati dal sito dell'Agenzia delle Entrate o ritirati presso le banche e gli uffici postali. L'eventuale quota d'imposta di competenza statale (o di altri comuni) può essere versata contestualmente a quella per il Comune di Campi Bisenzio utilizzando un unico modello F24.
Nello spazio "codice ente/codice comune" deve essere inserito il codice catastale B507 del Comune di Campi Bisenzio, su tutte le righe compilate riferite a immobili posti in questo Comune.
I dati devono essere raggruppati sulla base del "codice tributo", utilizzando esclusivamente i codici tributo qui sotto elencati:

Codice 3912 - abitazione principale e relative pertinenze - COMUNE
Codice 3914 - terreni - COMUNE
Codice 3916 - aree fabbricabili - COMUNE
Codice 3918 - altri fabbricati - COMUNE (NB codice da non utilizzare per i fabbricati del gruppo catastale D)
Codice 3925 - fabbricati produttivi del gruppo catastale D - STATO
Codice 3930 - fabbricati produttivi del gruppo catastale D - COMUNE

L'importo totale da versare deve essere arrotondato all'euro, per difetto se la frazione è inferiore o uguale a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo. Nel modello F24 l'arrotondamento all'euro dev'essere effettuato per ciascun rigo compilato.
Non si devono effettuare versamenti se l'imposta annuale da versare per l'intero anno, a prescindere dalla sua ripartizione Comune/Stato e saldo/acconto, sarebbe uguale o inferiore a € 12,00.

  • Tramite apposito bollettino di C/C postale n°1008857615, intestato "Pagamento IMU", in distribuzione e utilizzabile presso Poste italiane. Il versamento è effettuato allo Stato, che poi provvederà ad accreditare al Comune la quota spettante. Questa modalità di pagamento non è disponibile per gli enti non commerciali (ENC).
 
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Per chi si è dimenticato di pagare: il ravvedimento operoso


In caso di omesso o ritardato pagamento si ha un anno di tempo per regolarizzare la propria posizione, pagando una sanzione limitata, con lo strumento - applicabile per tutti i tributi - del ravvedimento operoso.

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Che fare se si riceve un avviso di accertamento comunale


L'avviso di accertamento IMU è una comunicazione emessa dall'Ufficio nel caso di omessa, infedele o ritardata denuncia IMU, oppure di omesso o parziale o ritardato pagamento IMU.

Con esso il Comune richiede al contribuente il pagamento di: 1) eventuale IMU non pagata; 2) sanzioni di legge (tranne che nel caso di eredi o allorché si ravvisino ragioni di non punibilità); 3) interessi legali; 4) rimborso delle spese di notifica dell'avviso.
 
Il contribuente che abbia ricevuto l'avviso ha varie possibilità:
1) PAGAMENTO DELL'AVVISO, con le modalità in esso indicate, entro 60 giorni, qualora non si contesti la fondatezza di esso. In tal caso, se l'avviso si riferisce a violazioni della normativa in materia di dichiarazione IMU (anche con contestuale omesso, infedele o ritardato pagamento), allora il contribuente paga l'importo indicato nell'avviso con riduzione a 1/3 della sanzione in esso riportata.
2) RICORSO. Il  contribuente, entro lo stesso termine di 60 giorni, può proporre ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Firenze, notificando il ricorso a questo Comune, a norma degli artt. 16 e seguenti del d.lgs 546/1992; successivamente il ricorrente, entro 30 giorni dalla proposizione del ricorso, a pena di inammissibilità, deve costituirsi in giudizio mediante deposito del ricorso presso la Segreteria della Commissione tributaria provinciale di Firenze, previo pagamento del contributo unificato di cui all'art. 37, comma 6, del D.L. 98/2011, convertito dalla legge 111/2011. Per le controversie di valore non superiore a cinquantamila euro il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo,e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell'ammontare della pretesa. In tal caso il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, e il termine per la costituzione in giudizio del ricorrente decorre dalla scadenza di tale termine.
3) RICHIESTA DI RETTIFICA O ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA. Se il contribuente rileva inesattezze nelle contestazioni descritte nell'avviso di accertamento può richiedere, tramite l'apposito modello allegato all'avviso, che il Comune corregga o annulli in autotutela il proprio atto. Si noti che la presentazione di un'istanza di annullamento/rettifica in autotutela non sospende per il contribuente i termini per pagare l'avviso o per proporre il ricorso.
4) ACCERTAMENTO CON ADESIONE. Lo strumento dell'accertamento con adesione è applicabile quando l'accertamento comunale si basi su elementi non del tutto certi, che possono essere oggetto di diversa valutazione: in pratica, solo quando la controversia concerne il valore venale di aree edificabili. In tali casi, la presentazione da parte del contribuente dell'istanza di accertamento con adesione produce la sospensione dei termini per proporre ricorso per 90 giorni. Tale effetto non si verifica qualora l'istanza sia presentata a fini meramente dilatori, cioè non attenga a materia concordabile. L'Ufficio, verificato che vi siano le condizioni previste dalla legge per l'accertamento con adesione (altrimenti esso non viene istruito come tale, anche se l'Ufficio verificherà se la relativa istanza possa essere convertita in una di annullamento/rettifica in autotutela dell'avviso), convoca il contribuente per un incontro. A seguito dell'incontro, in caso di accordo tra le parti, l'ufficio redige un atto di accertamento con adesione in duplice copia, sottoscritto dal contribuente (o dal suo procuratore) e dal responsabile dell'ufficio.  L'istanza di accertamento con adesione è scaricabile dalla pagina della modulistica comunale.

 
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Informazioni e modulistica


Per informazioni è possibile rivolgersi a: Servizio Entrate -Piazza Dante 36 - in seguente orario di apertura al pubblico: lunedì e mercoledì dalle ore 8.30 alle ore 13, giovedì dalle ore 15.30 alle ore 18.15.

Per la modulistica consultare la pagina Modulistica IMU

 
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Ultima Modifica: 11/06/2018

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