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Recensione di Gianna Batistoni - 13 gennaio 2005

Immagine della copertina del libro Body art di Don De Lillo

Body art

Don De Lillo
Trad. di Marisa Caramella
Torino, Einaudi 2001
102 p.; 22 cm
Trad. di: The body artist
Coll. P 813.54 DEL

 
 

C'è una casa in riva la mare dove Lauren e Rey sembrano voler trascorrere sei mesi della loro vita. Lì "il tempo sembra passare. C'è una luce nitida, un senso di cose delineate con precisione". Ogni attimo si allunga in dettagliate e magistrali descrizioni; ogni attimo è registrato, fotogramma dopo fotogramma, come lo sbocciare di un fiore in certi documentari.

La lentezza pare scelta per indugiare sull'unica mattina in cui Rey e Lauren saranno insieme, perché i particolari, sfuggenti e automatici in origine, si incollino nei ricordi. Rey si suicida. Lauren focalizza la sua capacità di amarlo dopo la sua scomparsa, attraverso l'incontro, fra le mura della vecchia casa, di Mr. Tuttle, fantasma o miraggio di Rey che sia.

Riascoltando nelle sue brevi frasi sconnesse tutto quello che si erano già detti, pare prendere spessore quel sentimento che appariva mosso d'inerzia dai due amanti, componendo, alla fine, un'opera spontanea di dolore e solitudine. Un'opera d'arte di un body artist, come Lauren, un'artista che usa il proprio corpo come la superficie su cui esprimersi.

 

 
 

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