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Recensione di Maila Meini - 29 giugno 2009

Immagine della copertina del libro L'eterna notte dei Bosconero di Flavio Santi

L'eterna notte dei Bosconero

Flavio Santi
Rizzoli, 2006, 273 p.

Coll P HOR 853-914 SAN

 
 

L'eterna notte dei Bosconero, di Flavio Santi, (mia 2519 lettura) è un romanzo gotico fuori tempo. Interessante, ma tiepido, già assaporato in altri testi, in altri autori.
È la trasposizione in chiave siciliana della storia di Dracula di Bram Stoker con una contaminazione abbastanza evidente, come una spruzzata di sale caduta qua e là ad insaporire il tutto, del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.
Contiene comunque, oltre ad essere scritto in modo scorrevole e accattivante, alcuni spunti notevoli; l'autore è riuscito a creare un'atmosfera tale che "è come stare in una stanza al buio: i rumori sono ciechi e le loro cause mostruose, per quanto infantili, ma noi non lo sappiamo e scappiamo fra le lenzuola, senza meta. E senza pace ci premiamo le orecchie". Santi ci presenta l'impossibile in una sobria veste di ottocentesca romantica consapevolezza: "Lo vidi quella sera stessa l'impossibile. Questo vuol dire una sola cosa: il guanto che Dio porta per afferrare la sfera del cosmo ha dei buchi, e questi fori sono voragini aperte su misteri abissali. Sono buchi che non si possono più ricucire: così tramonta la fiducia nella Grande Rammendatrice, la ragione".

 

 
 

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